Nel progettare un futuro per l’umanità subito dopo la conclusione della disastrosa guerra mondiale, i padri fondatori delle Nazioni Unite e gli estensori della Dichiarazione universale dei diritti umani, fra i quali il fondatore dei giuristi democratici René Cassin, attribuirono importanza fondamentale all’obiettivo della lotta alla discriminazione e dell’uguaglianza. Obiettivo com’è noto ripreso dall’art. 3 della nostra Costituzione, che mi sono trovato a commentare, facendo anche un confronto con le norme corrispondenti della Costituzione dell’Ecuador, in alcune conferenze che ho tenuto a Quito alla fine di marzo.

E’ evidente come il potere finanziario e la globalizzazione capitalistica remino contro questi obiettivi, producendo un costante divario fra sempre meno straricchi e una moltitudine crescente di diseredati, sprovvisti anche delle cose più elementari e cui si nega la possibilità di soddisfare i diritti fondamentali, compresi quelli al lavoro, alla salute, all’abitazione, all’istruzione, all’alimentazione, all’acqua, ecc.

E’ chiaro che questo sistema potrà sopravvivere solo peggiorando ulteriormente le sue caratteristiche e trasformandosi in un regime di  polizia planetario. Altro che liberalismo! Quello che ci aspetta è un mondo del tipo di quello delineato nel recente film di fantascienza, ma neanche troppo, dal titolo “Elysium“. Meglio quindi porre fine al presente sistema con tutti i mezzi necessari, fra i quali attribuisco tuttora importanza prevalente a quello politico. 

Se c’è tuttavia un tema che resta ancora troppo in ombra nella campagna elettorale un po’ di tutte le forze politiche, e che invece va riproposto all’attenzione, è quello dell’immigrazione. Una sfida per l’Europa, senza dubbio. Ma sulla quale sembrano volersi cimentare solo le forze di destra che vorrebbero prendere spunto da questo fenomeno per alimentare le paure degli autoctoni, promettendo un’impossibile e non auspicabile chiusura delle frontiere.

Da ultimo abbiamo assistito alla incredibile sceneggiata pre elettorale  messa in atto da  Renzi, Alfano e C. con l’Unione europea, un ridicolo palleggiamento di responsabilità riguardo alla tragedia dei migranti di cui sono responsabili sia il governo italiano che quello europeo.

Ma il tema è serio e andrebbe affrontato in modo serio. Superando anche i miti superficiali come quello del multiculturalismo tout-court. Quella che va costruita è una cittadinanza all’altezza delle sfide della globalizzazione, spinta e promossa dal dovere di integrare che grava a carico dei migranti ma che comporta anche una serie di obblighi per le istituzioni pubbliche ai vari livelli.

Ed è appunto al Dovere di integrarsi che è intitolata la raccolta di saggi curata da Maurizia Russo Spena e Vincenzo Carbone, pubblicata pochi giorni fa da Armando Editore, che contiene interventi molto interessanti su vari aspetti del complesso problema, dall’Accordo e Piano per l’integrazione, all’evoluzione dell’idea di cittadinanza, al confronto con altre esperienze europee, ai giovani di origine straniera, alla formazione linguistica e ad altro ancora.

Come scrive Enrico Pugliese nella prefazione al volume, quello di integrazione è termine che va valorizzato, distinguendolo accuratamente dall’assimilazione, perché implica “un processo di reciproco adattamento tra la società e gli immigrati, attraverso il rispetto dei diritti degli immigrati e le politiche sociali”.  Mediante tale processo di reciproco adattamento la società italiana potrà trarre, dalla presenza degli immigrati, tutti i contributi positivi che si possono trarre dall’immigrazione, evitando per quanto possibile le ricadute negative del fenomeno.

Nonostante la crisi e la recessione possano, nel breve periodo, portare qualche consenso in più ai razzistelli di vario orientamento, è evidente che costoro sono costretti, sul lungo periodo a soccombere di fronte a una tendenza di rilievo e dimensioni storiche. Nel frattempo, la loro demagogia, saldamente insediata ai vertici del governo in carica nonostante qualche chiacchiera, come anche nella finta opposizione populista tipo Lega e Fratelli d’Italia, farà solo perdere tempo e causerà inutili sofferenze, in primo luogo ai migranti.

Uguaglianza e integrazione sono i valori cui va ispirata la convivenza civile da costruire in Italia e in Europa. Parleremo di questi e altri temi alla presentazione del libro da me curato “Immigrazione, asilo e cittadinanza universale” che avverrà domani 15 maggio 2014 alle ore 16.30 presso la Casa internazionale delle donne.