I luoghi comuni sono come le regole: esistono anche  per essere ribaltati. Tocca solo avere voglia di farlo. Di sicuro ce l’ha la Wired Next Fest 2014, la tre giorni di eventi organizzata dalla testata di innovazione e tecnologia (mensile e online) che si terrà questo weekend a Milano (16-18 maggio, Giardini Indro Montanelli).

“Siete disposti a mettere in discussione i vostri pregiudizi? È questa l’idea chiave”, spiega Massimo Russo, direttore di Wired. “Sarà un luna park dell’innovazione, ma con infiniti punti d’entrata, per tutti. Non è un appuntamento per addetti al settore”. E in effetti il programma è piuttosto chiaro: molto senso pratico, molti workshop e incontri con esperti di ambiti diversi dai titoli ben mirati (l’ingresso è gratuito).

Il tema di questa seconda edizione è Remixing Italy, cioè “rimescolare i fattori che come Paese abbiamo da sempre, per ripartire, non solo in senso produttivo, ma anche culturale”. Il programma di ogni giornata è tarato sulla base di una delle tre parole con cui Wired Next Fest omaggia Italo Calvino e le sue Lezioni Americane: velocità, visibilità, leggerezza.

Gli speaker sono molti (oltre cento), gli eventi pure, quindi giusto qualche esempio per dare un’idea: Milo Sciaky, fotografo trentunenne fondatore di Around Gallery e Luigi Centenaro, ideatore del Personal Branding Canvas parleranno di come promuovere se stessi attraverso una strategia precisa e immagini efficaci (16 maggio); The Jackal & The Pills (18 maggio), i due casi di maggior successo italiani di videomaker nati sulla rete, racconteranno la nuova Tv.

Nelle varie location all’interno del parco ci saranno Andrew Keen (17 maggio), direttore esecutivo di FutureCast (Silicon Valley) e autore di “Digital Vertigo”, critica ai social media contemporanei, che parlerà dei primi 25 anni del web. Lo spazio alla musica è affidato a Giorgio Moroder (sì, quel Giorgio Moroder), con un incontro pomeridiano (18 maggio) e un dj set, sabato sera. I due rapper nostrani J-Ax e Fedex invece, parleranno di Newtopia, loro nuova avventura musicale e imprenditoriale, un modello free per il rap indipendente.

Laboratori, droni, incontri – il tutto anche in streaming – con l’obiettivo di divulgare senza cedere alla tentazione della moda: “Quando parli d’innovazione, sei sempre tra Scilla e Cariddi”, continua Russo, “tra quelli che dicono che niente può cambiare, e quelli che dall’altro lato abusano di parole di tendenza. Per questo è meglio parlare di piccole imprese territoriali, invece che di start up, e di capacità attrattive dell’Italia, invece che di cervelli in fuga”. Ci sarà il 16enne Jack Andraka, ricercatore nel campo dei tumori (suo il cerotto per la diagnosi preventiva del tumore al pancreas), che proprio a Wired.it disse, a proposito di “remixing”: “Tutto quello che devi avere è interesse e curiosità, metterli insieme, e vedere che succede”. Vediamo che succede.

Da Il Fatto Quotidiano del 13 maggio 2014