È Antonio Giulio Rognoni, l’ex dg di Infrastrutture Lombarde, l’ultimo degli indagati a sfilare davanti al giudice per le indagini preliminari di Milano, Fabio Antezza, per gli interrogatori di garanzia nell’ambito dell’inchiesta Expo che ha svelato la “cupola” degli appalti. Cupola che voleva decidere le “nomine”, che voleva influire anche sulla Capitale, e muoversi “su tutti i settori con un unico obiettivo”. 

Gli interrogatori di Cattozzo e Maltauro con i pm. Dopo gli interrogatori di ieri – tra confessioni, ammissioni e negazioni – oggi viene sentito il manager che era già stato arrestato il 20 marzo scorso in un’altra inchiesta milanese con al centro anche alcuni appalti Expo. Sono stati fissati invece fissati per domani dai pm di Milano Claudio Gittardi e Antonio D’Alessio gli interrogatori dell’imprenditore vicentino Enrico Maltauro e del’ex esponente ligure dell’Udc Sergio Cattozzo, arrestati giovedì scorso assieme all’ex funzionario del Pci Primo Greganti, all’ex parlamentare Dc Gianstefano Frigerio, all’ex senatore del Pdl Luigi Grillo e al manager dimissionario di Expo Angelo Paris  per aver organizzato una “squadra” capace di pilotare appalti legati lavori di Expo, di Sogin e nella sanità lombarda.

Maltauro e Cattozzo già ieri, durante l’interrogatorio di garanzia hanno fatto le prime ammissioni. Il politico ligure, che ha ricevuto dal’imprenditore, questa è l’ipotesi, mazzette sotto forma di falsi contratti di consulenza per 150 mila euro lordi sia nel 2013 che quest’anno e il ‘benefit’ di un’Audi del valore di circa 60 mila euro, dovrà decifrare i post-it su cui aveva “annotato la contabilità delle tangenti” – ma durante l’interrogatorio Cattozzo ha parlato di “denari”- che aveva cercato di nascondere il giorno del suo arresto. Domani i pm cominceranno il loro giro di interrogatori che dovrebbe proseguire nei prossimi giorni con quelli di Gregante e Paris.

Frigerio: “Ho fatto un raccordo stretto con Paris”. Proprio di Paris parlano Frigerio e Cattozzo in una una intercettazione dell’8 ottobre 2013. ”Oggi ho fatto un grande passo avanti facendo un raccordo stretto con Paris, perché Paris adesso ti dico una cosa fondamentale non è solo il capo di quella missione lì è il direttore eh della commissione che assegna, è il direttore generale di tutto l’Expo quindi tutte le prossime le assegna lui” dice l’ex parlamentare Dc al suo interlocutore.. “Ah quindi Paris hai aperto un rapporto con lui?”, gli chiede Cattozzo, precisando che il manager “è direttore ufficio ufficio contratti Expo”. E Frigerio: “Sì è lui che dirige perché Rognoni è sul Comune quindi è lui che decide non è Rognoni … Rognoni è amico ma oltretutto mi pare che Paris mi abbia fissato una colazione con lui la settimana prossima … mi son guardato le mie (…) credo di avere una colazione con lui quindi tu mi hai dato ordine di aver prima l’elenco eh le tariffe passano da là quindi”.

Frigerio vorrebbe esportare il metodo della squadra anche nella Capitale. ”Dobbiamo fare uno sforzo per migliorare la classe dirigente romana … usando le energie migliori che abbiamo anche in Lombardia” dice in un’intercettazione ambientale del 28 ottobre 2013 parlando proprio con Antonio cui spiega la sua ‘visione’: “La Lombardia, senza il paese non si salva … e guardando il quadro della classe dirigente che abbiamo a Roma … tu sei sprecato qui per certi aspetti dopo questa esperienza … dobbiamo fare uno sforzo per migliorare la classe dirigente romana … usando le energie migliori che abbiamo anche in Lombardia… sennò la nostra visione diventa troppo … e alla fine la paghiamo anche noi”.

“Possiamo decidere l’ondata delle nomine di marzo-aprile”. Secondo Frigerio, “uno degli errori gravi delle forze politiche lombarde è quella di star troppo chiusa a Milano … poi a Roma arrivano i meridionali e scassan tutto … quindi … uno come te non può fare tutta la vita qui … con le caratteristiche e le capacità che ha … uno con un taglio da manager internazionale .. a Roma abbiamo bisogno enorme di gente qualificata … il ragionamento primo che faccio io è questo qui”. E poi sempre Frigerio esprime quell’interesse dimostrato anche da altri componenti della cosiddetta “cupola degli appalti” per le nomine pubbliche, anche in relazione a un possibile ‘piazzamentò di Rognoni: “Possiamo decidere che l’ondata delle nomine è marzo-aprile … quindi tu non fai una piega fino a marzo-aprile … però questa roba qui va chiusa, va definita … io per la parte mia, Gigi e Primo … ci muoviamo su tutti i settori con un obiettivo unico … dicendo ‘il gioco è quello lì il gioco è questo qui capisci … questo è il punto del problema che volevo sottolineare”.