Anche i cardinali si pentono. Dopo l’articolo de ilfattoquotidiano.it del 7 febbraio scorso in cui si riportava la notizia che il cardinale Crescenzio Sepe aveva istituito un premio intitolato a se stesso, l’arcivescovo di Napoli ha deciso di modificare il nome del riconoscimento da “premio cardinale Crescenzio Sepe” in “premio del cardinale Crescenzio Sepe”. Una preposizione, dunque, per superare l’imbarazzo del porporato napoletano di essersi intitolato un premio in vita. Nel comunicato ufficiale diramato dalla Curia partenopea si legge che il premio è stato “ideato e sostenuto dal cardinale Crescenzio Sepe per gli studenti delle ultime classi delle scuole superiori, promosso e organizzato dall’Arcidiocesi (Ufficio comunicazione, Ufficio delle aggregazioni laicali, Nuova stagione, Ufficio scolastico) e dall’Unione cattolica stampa italiana della Campania (Ucsi)”. Una “toppa” che cerca di rimediare all’esordio infelice del premio istituito dall’arcivescovo partenopeo.

La cerimonia di premiazione del neonato riconoscimento si svolgerà oggi all’Istituto tecnico professionale Alfonso Casanova, nel centro storico di Napoli. Circa 150 i partecipanti provenienti da 20 istituti dell’arcidiocesi partenopea. “La cerimonia – annuncia il comunicato ufficiale della Curia – vede la partecipazione del cardinale Crescenzio Sepe, di autorità scolastiche, dei componenti della commissione esaminatrice degli elaborati, presieduta da don Tonino Palmese. Interviene l’attore Gino Rivieccio”. “Il premio – si legge sempre nel comunicato ufficiale – è stato organizzato in occasione della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, istituita da Papa Paolo VI nel 1967, e ha per tema: ‘Incontro e comunicazione: la Chiesa e i giovani'”.

Peccato che la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali non sia stata istituita da Giovanni Battista Montini, che Papa Francesco beatificherà il 19 ottobre prossimo, bensì sia l’unica giornata istituita, il 4 dicembre 1963, dai 2500 vescovi di tutto il mondo che parteciparono al Concilio ecumenico vaticano II. “Al fine poi di rendere più efficace il multiforme apostolato della Chiesa con l’impiego degli strumenti di comunicazione sociale, – si legge nel decreto conciliare ‘Inter mirifica’ che ha da poco festeggiato i cinquant’anni di vita – ogni anno in tutte le diocesi del mondo, a giudizio dei vescovi, venga celebrata una ‘giornata’ nella quale i fedeli siano istruiti sui loro doveri in questo settore, invitati a speciali preghiere per questo scopo e a contribuirvi con le loro offerte. Queste saranno debitamente destinate a sostenere le iniziative e le opere promosse dalla Chiesa in questo campo, secondo le necessità dell’orbe cattolico”.

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