La decisione del tribunale di Venezia di rinviare alla Corte costituzionale la legge elettorale europea, dopo l’esame di un ricorso presentato dall’avvocato Felice Besostri per la clausola di sbarramento al 4%, appare molto importante e positiva.

Ricordiamo che già il Bundesverfassungsgerichtshof, la Corte costituzionale tedesca, ha giudicato contraria alla legge fondamentale tedesca l’analoga soglia esistente in Germania. L’argomentazione volta da tale Corte è ineccepibile. Non si concepisce infatti in sede di Parlamento europeo quell’esigenza di governabilità addotta, sia pure aggiungo io a torto, per giustificare in altri casi la compressione della rappresentanza. La soglia di sbarramento europeo costituisce quindi un mero arbitrio della maggioranza e una violazione non giustificabile, da nessun punto di vista, dei diritti dell’elettorato di scegliere i propri rappresentanti.

È pertanto prevedibile che un ragionamento simile verrà svolto dalla Corte costituzionale italiana, la quale ha avuto già modo, dichiarando l’illegittimità costituzionale del Porcellum, di stabilire in modo molto preciso e rigoroso i limiti nei quali può avvenire detta compressione della rappresentanza, sia dal punto di vista della loro finalità, che da quello delle modalità che si possono attuare per raggiungerla (premio di maggioranza, soglia di sbarramento, ecc.).

Dati i tempi lunghi della giurisdizione, e di quella costituzionale in particolare, pare tuttavia difficile che si possa arrivare a una decisione  prima delle elezioni europee, che si terranno fra due settimane circa. In conclusione, il voto europeo, data la protervia con la quale le forze politiche dominanti (Pd e Forza Italia) hanno voluto imporre una soglia ingiustificabile alla rappresentanza, sarà gravato da una pesante ipoteca giudiziaria.

Inutile chiedere a queste forze politiche, interessate esclusivamente alla loro conservazione autoreferenziale e a continuare il cattivo uso fin qui fatto dei loro poteri e delle risorse del Paese, di cambiare in extremis la legge elettorale. Come ha affermato l’ineffabile Violante, non è il caso di cambiare legge e la soglia va mantenuta per garantire la funzionalità del Parlamento europeo. Esattamente l’opposto, quindi, di quanto ritenuto dalla Corte costituzionale tedesca. L’artefice e ideologo dei peggiori inciuci con Berlusconi e C. ha  perso un’altra occasione per tacere.

A lorsignori non frega niente della partecipazione popolare alle elezioni, che si avvia in questa occasione a raggiungere un minimo storico. Anzi, fedelmente ai presupposti di fondo dell’attuale svolta filorenziana del Pd, l’importante è garantire una governabilità secondo le linee stabilite altrove (vedi Merkel e finanza internazionale di cui questa è la portavoce). Se poi il popolo non si riconosce nelle istituzioni peggio per lui. A definire le linee di politica del Paese bastano quei pochi soggetti che hanno votato Renzi alle primarie del Pd. Sicuramente meno di quelli che sarebbero esclusi da ogni rappresentanza europea per effetto della soglia menzionata.

Per contare nella definizione della linea politica del Paese o dell’Europa non basta quindi essere un cittadino italiano, occorre esprimere un certo tipo di opinione politica, che si immedesima oggi in Renzi e nella sua cerchia, ovvero nelle forze politiche con cui egli si è voluto colludere, prima fra tutti Forza Italia di Berlusconi, pregiudicato per frode fiscale. Questa è la concezione della democrazia che hanno Pd e Forza Italia, il che le qualifica entrambe come forze se non ancora dichiaratamente antidemocratiche certamente ademocratiche.

Del tutto condivisibile, invece, la posizione assunta sul tema della rappresentanza dal Movimento Cinque Stelle con la legge definita e approvata in rete. Il che dimostra la necessità di non demonizzare tale Movimento e non creare artificiosi steccati fra di esso e la sinistra che occorre rifondare prevedendo precise e ampie cesure con un passato dal quale occorre a tutti i costi distaccarsi.

In questo processo di rifondazione la Lista Tsipras, fortemente voluta dalla Sinistra europea che ha celebrato a Roma venerdì scorso il suo decimo compleanno, assume un’importanza centrale.

In primo luogo perché rappresenta uno schieramento internazionale, presente in tutti i più importanti Paesi dell’Unione europea, e quindi l’espressione della necessaria unità dei popoli europei contro ogni tentativo di risuscitare i nazionalismi, operazione di squallido tentativo di autoriciclaggio in cui si distinguono forze come la Lega, Fratelli d’Italia e la stessa Forza Italia, da sempre in prima fila nell’applicazione bovina delle sciagurate ricette europee.

In secondo luogo perché tale Lista esprime un punto di vista globalmente alternativo alle attuali forze politiche dominanti a livello europeo su tutte le questioni, dall’austerità economica al filoamericanismo in politica estera. Travolgendo anche in Italia, come suggeriscono i sondaggi, ogni illegittima soglia elettorale, la Lista Tsipras si avvia ad essere la terza o, nella peggiore delle ipotesi quarta forza a livello europeo per numero di parlamentari. Con essa dovranno fare i conti il capitale finanziario e dominante e i finti populismi nazionalistici e razzisti, che non sono altro che le due facce della stessa orribile medaglia.