“C’è un grande vuoto nelle relazioni internazionali nel pianeta giustizia. La gente pensa di andare in Libano, perché difficilmente verrà estradata”. Così Nicola Gratteri, procuratore aggiunto presso il tribunale di Reggio Calabria, interviene dal Salone del Libro di Torino sull’inchiesta che ha portato in carcere l’ex ministro Claudio Scajola. Politico che, secondo Gratteri, non è l’unico coinvolto. “Nel corpo dell’indagine – spiega – emergono contatti con altre persone”. Il procuratore poi commenta anche l’inchiesta sull’Expo: “Cambia il modus operandi, ma mafie, centri di potere e faccendieri ci saranno anche nella Quarta Repubblica”  di Cosimo Caridi