Spazi elettorali destinati a partiti e fiancheggiatori praticamente vuoti. È sinonimo di disaffezione alla politica, nausea… disgusto? Se non fossimo al sud potremmo affermarlo con certezza. Invece dobbiamo constatare che questi spazi vuoti a circa 17 giorni dalle elezioni, sono la prova del cerimoniale politico fondato sul voto di scambio e sui pacchetti di voti controllati. Si vota per le Europee, ma nei feudi meridionali, soprattutto in Puglia, ci si prepara e ci si conta per le Regionali del 2015 o per eventuali politiche anticipate.

Il cerimoniale prevede prima il vuoto totale che dimostrerà dopo ad urne aperte, il controllo dei voti da parte di vassalli e valvassori. Non vi deve essere alcun dubbio nello scambio. Non deve capitare che i voti possano provenire da qualche opinione che si forma autonomamente nell’elettore, per caso o ad insaputa del candidato, altrimenti non funziona. E perché questo accada il candidato non si deve conoscere prima. Quindi l’assenza di manifesti e liste certifica che il nome della preferenza può spuntare solo dall’organizzazione che ha procurato i voti.

La preferenza di genere poi, serve a suddividere in pacchetti i voti, per poterli vendere a più candidati. È una nuova strategia di marketing, diciamo modulare. Si rende flessibile il pacchetto. E pacchetti più piccoli si vendono meglio di quelli grossi. Ma perché il sistema possa funzionare è necessario questo iniziale vuoto pneumatico. Sugli spazi ad oggi ci sono solo sparuti manifesti del M5S o di Fratelli d’Italia -An, che sembrano attaccati ancora con l’arte della colla ad acqua ed olio di gomito da militanti instancabili. Niente squadre notturne, niente comizi, nessun comitato elettorale con folla e casse di birra nell’interno. Sembra proprio che si stia modificando il sistema.

Certo nei comuni dove si vota anche per le Amministrative il rito si rinnova, con la solita caciara, ma dove si vota solo per le Europee balza agli occhi questo deserto. Eppure i voti alla fine usciranno, eccome se usciranno, e si potrebbero già contare oggi, ma essi saranno frutto di una subdola compra/vendita cui manca solo lo scontrino. Sono questi i giorni in cui i vassalli festeggiano a suon di assegni postdatati. Basterebbe incrociare i dati e fare alcune piccole verifiche per mettere a nudo il sistema. Basterebbe guardare i post vincitori di appalti pubblici, i post incaricati in consulenze nelle municipalizzate, i post revisori, o membri dei nuclei di valutazione… insomma i post politici invisibili che fioriranno dopo, nella miriade di poltroncine disseminate nei territori.

Però, pensateci, che raffinatezza in questo meccanismo: solo il vuoto può dimostrare l’esistenza. Si rifanno sicuramente ai grandi filosofi greci: il non essere  che dimostra l’essere. È praticamente l’insaputismo, capovolto ed elevato all’infinito. Che menti raffinate affollano la politica italiana; usano le Europee come… un’amichevole nel calcio, ma a bordo campo ci sono sempre le carogne.