Affonda le sue radici nella meditazione orientale, ma non ha niente a che vedere con la religione. Non è una psicoterapia né una tecnica di rilassamento, anzi stimola la concentrazione e la percezione di ciò che accade nel presente. La sua diffusione nel mondo occidentale si deve a Jon Kabat-Zinn, medico statunitense e pioniere della mindfulness, termine difficilmente traducibile in italiano (quello che gli si avvicina di più è ‘consapevolezza’), una tecnica che sta trovando applicazione in diversi settori: luoghi di lavoro, promozione della salute, vita di relazione, carceri, scuola, vita privata. Una filosofia di vita, una dimensione spirituale laica. Un modo di guardare il mondo, sia interno che esterno, con occhi diversi. (Guarda il video di Jon Kabat-Zinn per l’Huffingtonpost)

Di recente ho partecipato a un corso di Mbsr (Mindfulness based stress reduction), tenuto dalla dott.ssa Roberta Necci, a Roma. Il percorso prevede 8 sedute di 2 ore ciascuna più una giornata di full immersion ed è volto a ridurre l’impatto dello stress tramite la pratica della consapevolezza. Si parte riattivando la capacità di mettersi in ascolto, non di qualcuno o qualcosa, ma di se stessi e del proprio corpo, delle sensazioni che ci manda, gradevoli o sgradevoli, imponenti o insignificanti: caldo, freddo, prurito, pressione. E se la mente si distrae, perdendosi in pensieri, ricordi o progetti, con pazienza la si riporta sulla parte del corpo che si sta “ascoltando”. Poi si passa all’osservazione del respiro. Un compagno fedele che ci accompagna da quando abbiamo emesso il nostro primo vagito, e che non gode quasi mai della nostra attenzione attiva. Si passa poi ad esplorare altri gesti quotidiani e “scontati”, come camminare, mangiare o guidare la macchina, attività che solitamente svolgiamo automaticamente. Infine si passa al pensiero, all’ascolto consapevole del suo flusso incessante, e a tutte le sensazioni che arrivano dall’esterno. 

I risultati non arrivano subito, né bisogna aspettarli con ansia. Se continui a praticare la consapevolezza, un bel giorno, all’improvviso, ti accorgi che qualcosa è cambiato. Qualcosa di profondo che non riesci nemmeno a spiegare. Io ad esempio sono riuscita a mettere un freno al mio “pilota automatico”. Quell’abitudine a non soffermarsi mai, rincorrendo a getto continuo il prossimo impegno o il prossimo problema da risolvere. Da razionalista persa quale sono, non avrei mai creduto di poter imparare a farlo. Poi, come per incanto, anche il mondo intorno a me si è fermato, restituendomi significati e lucidità che nella frenesia quotidiana avevo finito per perdere di vista.

Madeleine Bunting, giornalista del Guardian, scrive: “Lungi dall’essere considerata una moda new age, la mindfulness vende milioni di libri e applicazioni, compare sulla copertina del Time magazine, fa capolino sul Financial Times e viene utilizzata da persone di tutti i tipi, dai manager ai medici ai bambini della scuola elementare”.

Negli Stati Uniti sta trovando ampio spazio nei luoghi di lavoro, come antidoto allo stress. Un modo concreto per migliorare l’esperienza lavorativa e la produttività di un’azienda. Recentemente, Kabat-Zinn ha tenuto una serie di lezioni ai dipendenti di Google. L’azienda americana ha capito che per migliorare le condizioni di lavoro e per motivare i dipendenti, non serve agire solo sul contesto, ma anche e soprattutto sulle persone. 

Una ricerca dell’American Psychological Association pubblicata sul sito mindful.org ha dimostrato che il 69% delle persone percepisce il lavoro come fonte di stress. Per ogni dollaro speso nei programmi rivolti ai dipendenti, se ne risparmiano 3,27 (dato della Harward University). Numeri in tendenza con quelli riportato dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute al lavoro, che ha stimato che il 50-60% delle assenze dei lavoratori è dovuto a sindromi legate allo stress accumulato in ufficio.


In Gran Bretagna è nato un gruppo interparlamentare
a supporto di questa disciplina. Riconoscendo l’importanza mainstream della mindfulness, i politici inglesi si ripropongono di valutare il ruolo che questa potrebbe svolgere nel miglioramento dei sistemi educativo, carcerario e sanitario. Esiste un’applicazione per smartphone e tablet Apple in italiano, si chiama Mindfulness ed è gratuita. Provatela e tornate a raccontare la vostra esperienza nei commenti.

Profilo Twitter di Jon Kabat-Zinn
Mbsr: Istituto di Psicopatologia di Roma