Beppe Grillo? Mi auguro e gli auguro di non diventare mai premier, perché non è portato per questo”. Così Marco Travaglio si pronuncia sul leader del M5S, durante la trasmissione “Un giorno da pecora”, su Radio Due. Il tema del dibattito è la polemica rovente tra Grillo e Santoro: “Non mi colloco, sto sempre per conto mio e valuto giorno per giorno” – afferma il vicedirettore de Il Fatto Quotidiano – “Non è che mi colloco, a prescindere, a favore di uno o dell’altro. Io non vado in piazza né pro, né contro Grillo. Sono andato in piazza qualche volta quando Berlusconi ha chiuso dei programmi, peraltro non miei, per solidarietà a dei colleghi. Se Grillo sarà padrone della Rai e di Mediaset e caccerà dalla tv degli artisti e dei giornalisti, andrò in piazza contro di lui”. Alla domanda se sarebbe disposto ad andare in Rai, Travaglio risponde: “Non ho nessun problema, basta che mi danno carta bianca e mi lasciano dire quello che penso. Vado anche a Mediaset, se mi lasciano dire quello che voglio. Sarebbe molto più divertente”. E aggiunge: “In realtà, sono 20 anni che non mi si può non solo invitare, ma nemmeno nominare. Però se cambia regime… adesso il Cavaliere ha detto che mi stima tanto, quindi magari è fattibile. Marina Berlusconi? E’ una mia grande simpatizzante con Confalonieri. Infatti mi fanno una causa alla settimana, però magari il papi fa cambiar loro idea. Vespa? Mai invitato da lui”. Riguardo a Mirko Lami, il dipendente della Lucchini ospitato a ‘Servizio Pubblico’, Travaglio puntualizza: “La trasmissione è onesta, non c’è niente di predeterminato. Quando il M5S dice che invitare in studio il delegato sindacale della Lucchini è stato un agguato nei loro confronti , dicono una grandissima scemenza. E’ vero che questo signore ha fatto un po’ il furbo, perché ha fatto credere agli spettatori che Grillo fosse andato a Piombino a dire che la peste rossa erano gli operai della Lucchini. E invece Grillo aveva detto che la peste rossa sono gli amministratori di sinistra che da sempre regnano sulla Toscana”. E precisa: “Credo che sia questa la ragione per cui il M5S se l’è presa. Ma fare tutto il casino che hanno fatto, come se quella trasmissione avesse preordinato qualcosa, non era il caso. Se vedessero come si lavora nelle trasmissioni, si renderebbero conto che non c’è nulla di preconfezionato. Almeno in Servizio Pubblico posso testimoniarlo”. Il giornalista parla anche del suo ultimo libro, “E’ stato la mafia”, che uscirà l’8 maggio di Gisella Ruccia