Anche Matteo Renzi è un leader populista. Le parole d’ordine di Renzi sono molto simili a quelle di Grillo. La differenza la capiremo nei prossimi mesi”. Lo afferma Peter Gomez, ospite di “Ballarò”, su Rai Due. Il direttore de ilfattoquotidiano.it ha a riguardo un vivace botta e risposta con la capolista del Pd alle europee per la circoscrizione Centro, Simona Bonafè, la quale insorge: “La differenza tra Renzi e Grillo è sostanziale. E’ tra chi sta facendo le riforme e chi non ha approvato un solo provvedimento che abbiamo presentato in Parlamento”. Ma Gomez ribadisce: “La differenza la vedremo solo nei prossimi mesi, perché oggi vediamo bene gli 80 euro, ma nient’altro. In realtà, la differenza la fa la coerenza: chi dice le cose, e Renzi le dice molto bene, e chi le dice e le fa”. Il giornalista poi sciorina le contraddizioni insite nella riforma dell’abolizione delle province: “Si sono aboliti 3mila consiglieri provinciali con l’aggiunta di 26mila consiglieri comunali e 5mila nuovi assessori. Renzi ha ragione a diminuire il numero di politici, ma perché ne hai aggiunti 31mila di nuovi in quella legge?”. Gomez chiede anche il motivo per cui i cittadini non debbano scegliere i propri rappresentanti, né alla Camera, dove sono nominati dai partiti in virtù della legge elettorale, né al Senato, come stabilito dalla riforma Renzi. E non solo: “Perché lo stesso schema si ripete nelle province? Come mai Renzi fino a un anno fa diceva ‘basta coi politici nominati’ e il risultato di tutto questo complesso di riforme sarà un gruppo di politici ancora più nominati di prima? E perché” – continua – “non avete pensato di dimezzare il numero dei parlamentari e il loro stipendio e dare funzioni diverse a Camera e Senato?”. Simona Bonafè replica: “Non fare le riforme che abbiamo avviato è una sconfitta per il Paese”