Una delle battaglie più importanti è quella di scegliere chi deve esserci accanto quando abbiamo bisogno di cure. Specialmente se si parla di una condizione di vita di per sè difficile da accettare . Non si capisce perché rompere le muraglie che obbligano verso il ricovero debba essere una dura battaglia e non un diritto sacrosantissimo. In particolare credo che sia necessario unire le forze e ogni singola risorsa affinché la nostra voce risuoni come un tuono. Questo il motivo per cui ho aderito (e aderirò sempre) a una lotta tesa al riconoscimento di tale diritto.

Chiediamo pertanto che il Fondo per la non autosufficienza 2014 venga distribuito ai cittadini disabili non autosufficienti senza distinzioni di patologia,di residenza e di età attraverso la formula dell’assistenza domiciliare indiretta (assegno badante, voucher gestiti da disabili e/o famiglie, assegno di cura, vita indipendente, ecc). Questa forma di assistenza è l’unica a garantire che l’inserimento in massa in residenze sanitarie (RSA), Case Famiglia, Residenze Protette, Ospizi, Comunità Alloggio ecc. sia l’unica possibilità e non una scelta della persona. Inoltre questa alternativa abbatterebbe notevolmente i costi attuali garantendo al contempo un servizio reale. Di seguito il comunicato stampa che auspico possa avere massima attenzione:

Basta confusione sul concetto di non autosufficienza e sulla ripartizione del fondo ad essa assegnata. Il diritto di vivere a casa con assistenza domiciliare indiretta (assegno badante, voucher gestiti da disabili e/o famiglie, assegno di cura, vita indipendente, ecc) e la possibilità di evitare l’istituzionalizzazione in Residenza Sanitaria (RSA) non può e non deve essere un privilegio per pochi.

1. Ogni tentativo di forzare, incanalando le coperture economiche su patologie specifiche che necessitano di importanti interventi sanitari, è una negazione del diritto di uguaglianza ed una palese violazione della legge 67/07 contro ogni forma di discriminazione. Diffidiamo le istituzioni dell’accogliere richieste settoriali onde tacitare coloro che rivendicano in maniera più eclatante i loro diritti, perché questo produce discriminazione e creazione di condizioni di privilegio di pochi a discapito di molti con i medesimi bisogni.

2. Le risorse finanziarie del fondo nazionale non autosufficienza inglobato nella Legge di Stabilità del 2014 devono essere ripartite equamente tra tutte le persone non autosufficienti con le stesse modalità senza che vi siano quote riservate a determinate patologie ed a copertura di spese di competenza del SSN. La vita di una persona affetta da tetraparesi vale quanto quella di un malato di SLA ,quella di un disabile cognitivo o/e mentale quanto quella di un bambino affetto da SMA o cieco.

3. Il diritto di vivere a casa propria è un diritto inalienabile: i diritti non appartengono esclusivamente a portatori di patologie specifiche ma riguardano TUTTI i cittadini che a causa di una condizione di disabilità hanno specifici bisogni di inclusione, di vita indipendente, di mobilità, d’istruzione, di accedere al lavoro ed alla vita sociale. Questi bisogni riguardano diritti esigibili ed inalienabili a prescindere, sanciti sia dalla costituzione che dalla carta dei diritti dell’uomo.