Il presidente del consiglio Matteo Renzi, presente allo stadio Olimpico alla finale di Coppa Italia fra Napoli e Fiorentina, ha commentato durante una puntata di Porta a Porta gli scontri e la trattativa fra il capo ultras napoletano Gennaro De Tommaso detto Genny ‘a carogna, il centrocampista del Napoli Marek Hamsik e le forze dell’ordine, trattativa che ha “permesso” lo svolgimento della partita dopo la sparatoria avvenuta fuori dallo stadio dove l’ultrà della Roma Daniele De Santis (ndr. secondo gli ultimi aggiornamenti i risultati dell’esame dello stub rivelerebbero che Daniele De Santis non ha riportato tracce di polvere da sparo sulle mani) ha ferito tre tifosi del Napoli, uno dei quali versa in gravi condizioni.

Renzi dice che è stato un errore andare a trattare con i tifosi e fin qui ci poteva arrivare chiunque: Genny ‘a carogna non è un semplice tifoso, è il figlio di un affiliato ad un clan camorristico e ha precedenti per spaccio di droga più un arresto nel 2008 per traffico di stupefacenti. La vedova dell’ispettore Filippo Raciti, ucciso allo stadio di Catania nel 2007 da un assassino che sta scontando una pena detentiva di otto anni e di cui Genny ‘a carogna invoca la libertà attraverso la scritta sull’orrida maglietta che ha fatto il giro del mondo, ha giustamente affermato che uno Stato che non reagisce a fatti come questi è impotente e quindi ha perso, è uno Stato che lascia lo stadio in mano a dei violenti.

Renzi dice che i delinquenti non stanno negli stadi ma nelle galere e qui ci sarebbe da replicare fino a notte fonda se pensiamo che negli stadi entrino indisturbati non solo i delinquenti, i pregiudicati e gli avanzi di galera ma anche i fumogeni, i petardi e le bombe carta.

Renzi dice che il governo prenderà provvedimenti severi facendo in modo che siano le società calcistiche a pagare l’ordine pubblico e non i cittadini ma, aggiunge il presidente del Consiglio, siccome siamo in campagna elettorale e qualche sciacallo strumentalizza la vicenda per racimolare due o tre voti in più, il governo lascerà finire con calma il campionato (pure i Mondiali?), non farà nessun decreto d’urgenza e solo dopo le Elezioni Europee, a giugno, luglio, agosto (??) convocherà le società di calcio per risolvere il problema.

Su quest’ultimo punto sono assai preoccupata perché di solito, tutto ciò che riguarda il calcio malato e corrotto in Italia una volta finita l’emergenza cade nel dimenticatoio e viene rinviato a data da destinarsi proprio come successe due anni fa alla vigilia dei campionati europei con la vicenda del calcioscommesse che portò a 19 arresti e 150 indagati. Il presidente della Repubblica che allora, come ora, era Giorgio Napolitano in Polonia andò a congratularsi con la nazionale italiana negli spogliatoi dopo il pareggio con la Spagna senza dire una parola sullo scandalo inaccettabile di alcuni calciatori che, pur percependo stipendi che sono uno schiaffo alla miseria, non contenti, si danno alle scommesse oppure vendono le partite e fanno accordi con le organizzazioni criminali. L’allora presidente del consiglio Monti azzardò l’ipotesi di sospendere il campionato italiano per un paio d’anni ma la notizia non fece molto clamore, già si parlava della campagna acquisti per la stagione successiva e dell’ipotesi di istituire una bella class action che permettesse ai tifosi di essere risarciti per le partite truccate nessuno ha mai accennato. Secondo il pm Roberto Di Martino solo per la partita Lecce-Lazio del campionato 2010-2011 ci furono due milioni di euro guadagnati con le scommesse di cui 600.000 investiti per corrompere i giocatori.

E’ per questi e altri motivi che quando i nostri governanti ci parlano della bella intenzione di riportare il calcio “a chi lo merita, alle famiglie e ai bambini” siamo tutti padroni di non crederci affatto.