Politici impotenti in tribuna nella finale di coppa Italia? Lo sono perché vogliono essere impotenti. Potevano assolutamente fare qualcosa“. Sono le dure parole di Marco Tardelli, ospite di “Mix24”, su Radio24. L’ex ct dell’Under 21 e campione del Mondo del 1982 punta il dito in particolare contro i politici e le istituzioni: “Hamsik ha sbagliato totalmente ad andare a parlare coi tifosi. E’ stato addirittura accompagnato dalla Digos, che fa parte dello Stato. Dovevano far scendere e arrestare quel signore (Gennaro De Tommaso, detto ‘Genny ‘a carogna’, ndr)… non so come chiamarlo… insomma, signore proprio no. Quella era l’unica cosa che avrebbero potuto fare. Invece hanno dato ancora una volta la possibilità a queste persone di alzare la voce. Sostanzialmente il calcio italiano è prigioniero degli ultras“. E rincara: “Lo Stato non ha trattato con le BR e tratta con gli ultras. E li mantengono. Questo è un cancro del calcio, la malattia peggiore. Come politico sarei andato via, dopo che quello che è successo. Quando hanno fischiato l’inno, sicuramente me ne sarei andato. E non mi sono piaciute le dichiarazioni molto soft del presidente del Senato Grasso. Le parti che devono dire la verità la dicano. Il presidente Grasso” – continua – “quando è stato fischiato l’inno nazionale, ha detto che non è stata una grande dimostrazione di civiltà. Bisognava dire è stata una grande dimostrazione di vergogna. Se si nasconde sempre, se si minimizza sempre, non si farà mai niente“. Tardelli sottolinea: “La Daspo è stata introdotta nel 1989 sul modello inglese della Thatcher. Da allora in Inghilterra non è successo più nessun incidente. Qui sono passati 25 anni ed è rimasto tutto come prima: hanno solo parlato, sia i politici, sia gli addetti ai lavori. E tutti, come la Federazione e la Lega, non hanno mai tentato di fare niente” di Gisella Ruccia