C’è una svolta nell’inchiesta sulla strage del viadotto Acqualonga, il pullman che trasportava turisti e precipitò dal cavalcavia dell’A16 il 28 luglio 2013, provocando la morte di 40 passeggeri. La Procura di Avellino ha indagato due dipendenti della Motorizzazione Civile di Napoli per falso in atto pubblico. Avrebbero violato il sistema informatico della Motorizzazione fabbricando un certificato falso che attestava una revisione del bus mai avvenuta. Lo riporta stamane il quotidiano Il Mattino.

I due indagati sono Vittorio Saulino, funzionario tecnico della Motorizzazione Civile di Napoli, incaricato delle pratiche di revisione, e Antonietta Ceriola, assistente amministrativo dell’ufficio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti coordinati dal procuratore capo Rosario Cantelmo furono usate le credenziali di accesso al sistema informatico del Ced del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per produrre il documento con data 26 marzo 2013. Ma la falsa revisione sarebbe stata compilata successivamente alla data riportata perché priva sia della domanda di prenotazione sia dell’attestazione della tassa governativa da 45 euro. La data di prenotazione risulterebbe quella del 19 marzo 2012 anziché quella risultante dal protocollo delle operazioni dell’ufficio della Motorizzazione di Napoli, il 19 luglio 2012.

L’autobus Volvo targato DH561ZJ trasportava 48 turisti diretti a Pozzuoli. Era del 1995 ed era stato immatricolato più volte. La settimana prima dell’incidente era stato utilizzato per un pellegrinaggio a Medjugore ed aveva viaggiato per 2000 chilometri. Apparteneva all’impresa di Gennaro Lametta. L’autista, Ciro Lametta, fratello del titolare, morì nello schianto. L’inchiesta al momento vede altri 7 indagati: i due Lametta e cinque dirigenti della Autostrade Spa, per i reati di omicidio colposo plurimo e disastro colposo. Solo pochi giorni fa è stato riaperto il tratto autostradale dove avvenne l’incidente. E’ stato riaperto su due corsie dopo la messa in sicurezza delle barriere laterali.