“In linea con il mio impegno per la trasparenza e con quanto si sta facendo in questo senso alla Camera dei deputati, ho accolto l’appello del presidente della commissione Diritti umani del Senato, Luigi Manconi, a sollecitare il capo della Polizia affinché valuti la possibilità di togliere il segreto ai procedimenti disciplinari interni“. Lo annuncia la Presidente della Camera, Laura Boldrini, nel video della settimana on line da oggi, a proposito dell’incontro con Patrizia Moretti, mamma di Federico Aldrovandi.

La Presidente della Camera nel filmato esprime “indignazione per gli applausi riservati ai poliziotti condannati per la morte del ragazzo durante il congresso del sindacato autonomo Sap” e considera che “il gesto provocatorio non solo fa male a chi crede nella giustizia, ma danneggia soprattutto i tanti agenti che fanno il proprio dovere rispettando le regole”. A questo proposito, la Presidente riferisce che “il Parlamento si propone di migliorarle quelle regole, anche introducendo nel codice penale italiano il reato di tortura, e che la Commissione Giustizia della Camera avvierà la prossima settimana la discussione del disegno di legge già approvato dal Senato”.

Intanto il segretario del Sap Gianni Tonelli ha scritto una lattera al presidente della Repubbica, che aveva definito la “vicenda indegna”, pubblicata dal quotidiano Il Tempo. “Ai colleghi coinvolti” nella vicenda Aldrovandi “è andata una parte degli applausi, non certamente perché sono eroi“, “ma perché sono poliziotti che, in servizio, hanno patito e patiscono infinite tribolazioni dopo una sentenza per reato colposo sulla quale nutriamo, legittimamente, alcune riserve”.  “In qualità di candidato Segretario Generale, ho illustrato le modalità di attuazione del progetto”; “al termine di questa presentazione si è sviluppato spontaneamente ‘l’applauso incriminato’, al quale mi sono associato e con cui i delegati esprimevano compiacimento vista la concretezza della proposta. Un applauso che però è durato assai meno di cinque minuti”.

“Alcuni hanno scritto contro di noi falsando i tempi dell’applauso – scrive Tonelli – altri sostenendo mendacemente che i lavori congressuali si sono chiusi con un giorno in anticipo a causa del clamore cagionato, tanti hanno pubblicato fotografie dell’applauso ‘taroccate’ (in passato il segretario del Coisp aveva accusato addirittura la madre della vittima di aver modificato le foto, ndr), e non pochi hanno sostenuto che il congresso del Sap era interamente pubblico”. “La menzogna che più ci ha feriti e quella della televisione di Stato che – aggiunge Tonelli – ha mandato in onda falsi filmati: il ben noto applauso trasmesso era stato filmato durante il convegno pubblico mattutino alla presenza del capo della Polizia e di numerose autorità istituzionali e politiche”.