C’è una discarica abusiva a cielo aperto sulla riva sinistra del fiume Marecchia. Si trova in località Bornaccino, vicino a campi coltivati, serre di verdura biologica e la pista ciclopedonale, al confine tra i Comuni di Santarcangelo di Romagna e Rimini. Su un’area lunga centinaia di metri e larga una cinquantina, riposano, parzialmente nascoste dalla vegetazione cresciuta tutt’attorno, 31mila tonnellate di tetrapack: cumuli di plastica e alluminio alti fino a 4 metri. La discarica è lì da almeno 30 anni, da quando chiuse la locale cartiera. Ora, dopo la videodenuncia di Giorgio Venturi su lavoceromagnola.blogspot.it e un’interrogazione del consigliere regionale del M5S Andrea Defranceschi, sono pronti 410mila euro per la bonifica. La giunta della Provincia di Rimini, presieduta da Stefano Vitali, ha approvato un nuovo schema di accordo con Regione e Comune di Santarcangelo per la progettazione e la realizzazione di “un intervento di riqualificazione e valorizzazione ambientale”. I fondi saranno così ripartiti: 250mila euro li metterà la Regione, 150 la Provincia, 10 il Comune.

La volontà di bonificare il sito risale al 2008. Allora, in conseguenza del nuovo assetto che si voleva conferire alla sponda del fiume, l’ente provinciale diede avvio a un piano per risanare l’area. L’anno successivo la Regione approvò un co-finanziamento dell’intervento per un importo di 250mila euro, pari al 50% del costo complessivo di 500mila. La Provincia, beneficiaria del finanziamento e soggetto attuatore approvò, con atto del 29 giugno 2012, il progetto esecutivo, lo schema di bando, il capitolato speciale d’appalto e lo schema di contratto d’intervento.

Il 19 marzo 2014 Andrea Defranceschi, unico membro del Movimento cinque stelle in Regione, ha rivolto un’interrogazione scritta alla giunta al fine di sapere per quali motivi i lavori di bonifica dell’area non siano ancora partiti e dove siano finiti i soldi previsti per l’opera. Per il presidente Vasco Errani, che ricopre ad interim l’assessorato all’ambiente, dopo la revoca dell’incarico all’Idv Sabrina Freda, ha risposto la vicepresidente Simonetta Saliera: “Le tempistiche che erano state previste prevedevano che la consegna lavori avvenisse entro il 31 dicembre 2012 e la fine lavori entro il 31 dicembre 2013. Alla data indicata per la scadenza della presentazione delle offerte non è pervenuta alcuna proposta e quindi la gara è stata dichiarata deserta”. Dunque – ha concluso Saliera- “tenuto conto delle tempistiche regionali che presiedono alla gestione del finanziamento del piano di azione ambientale, la Regione Emilia-Romagna ha dovuto provvedere alla revoca del contributo assegnato alla Provincia di Rimini con delibera del 15 luglio 2013″.

Dopo neanche un anno la Regione è tornata sui suoi passi. Ciò è dovuto al “pressing” del M5S per Defranceschi che attacca: “Non solo hanno avuto l’ardire di dichiararmi che nel sito vi sarebbe unicamente “rifiuto speciale non pericoloso”: vogliono davvero farmi credere che in 31mila tonnellate e 30 anni di immondizia abbandonate da Regione e Provincia, è tutto sottocontrollo? Montagne di tetrapak e chissà cos’altro riposano lì. Va bene lo stanziamento – aggiunge – ma vogliamo i responsabili e sapere soprattutto cosa c’è dentro quella discarica”. Per questo, già prima che la Regione formalizzasse il suo finanziamento all’opera di bonifica, il consigliere pentastellato ha inoltrato una richiesta di accesso agli atti al presidente dell’assemblea legislativa Palma Costi, chiedendo “la relazione tecnica sul recupero riferito da tetrapak, svolta dalla Società N.e.s. di Rimini e successivamente trasmessa dalla Provincia, finalizzata alla definizione della progettazione esecutiva dell’intervento”.