Altro che delfini: per conquistarsi l’eredità politica di Silvio Berlusconi si diventa pescecani. Marina Berlusconi, che dice che di politica se ne occupa ma non troppo, dà del traditore ad Angelino Alfano. Alfano le risponde che la sua è “paura per la fine di una storia”. Deposto il Corriere della Sera – attraverso il quale entrambi se le sono mandate a dire – la primogenita dell’ex Cavaliere controreplica con una notarella di poche righe all’ora di pranzo del primo maggio: “Alfano mi contesta la coerenza a cui lui non dà importanza”. In 24 ore, insomma, dietro gli appellativi di cortesia (“dottoressa Berlusconi”, “onorevole Alfano”) volano gli stracci dentro quello che un giorno – tra un anno dice Berlusconi, nel 2018 dice Renzi – dovrebbe essere il futuro centrodestra.

Nonostante il leader di Forza Italia abbia smentito l’impegno dei suoi figli in politica e nonostante lui stesso resista a qualsiasi cosa (condanne, decadenze, incandidabilità, pene in esecuzione) pur di rimanere a capo del partito, la presidente di Mondadori ha lasciato aperta la possibilità a una sua “discesa in campo” (due, la vendetta). E Alfano dice che in quell’annuncio “non c’è nulla che evochi speranza, che sia proiettato verso il futuro: si percepisce semmai la paura per la fine di una storia. Le parole usate dalla dottoressa Berlusconi sono la copia delle dichiarazioni usate dal padre”. “E’ da ottobre – continua il ministro dell’Interno – che stanno preparando il discorso per la sua discesa in campo”; “il calo dell’audience nelle trasmissioni tv a cui ha partecipato Silvio Berlusconi, il panico che serpeggia nel gruppo dirigente di Forza Italia, le trame interne di chi pensa di potersi prendere quel partito dopo le Europee, la somma dei ‘fuori onda’: tutto ciò ha suggerito di accelerare il preannuncio”.

Quanto alle critiche che gli ha rivolto l’ex presidente del Consiglio dice: “Capisco il nervosismo di Silvio Berlusconi; stiamo facendo le cose che avrebbe voluto fare e non ha fatto. Lui vorrebbe far parte di questo governo, ma non può. Vorrebbe opporsi, ma la cosa riesce meglio a Grillo. Vorrebbe far saltare il tavolo delle riforme, ma l’ha già fatto tre mesi fa con il governo di Enrico Letta e il bis non gli conviene”. E a Marina, che lo ha accusato di aver ‘tradito se stesso e la sua storia’, risponde: “Se la dottoressa Berlusconi sapesse tutto del rapporto tra me e suo padre, saprebbe anche quante volte proprio suo padre ci aveva detto che non avrebbe mai confuso il destino della Patria con la sua vicenda giudiziaria”. Il leader del Nuovo Centrodestra di attendere “il big bang del vecchio centrodestra: da quel caos deriverà un nuovo ordine che sarà basato su democrazia e meritocrazia”. Le Europee, assicura, saranno il primo spartiacque. 

Marina Berlusconi, tuttavia, non aspetta tempo e nonostante il festivo del primo maggio replica – con autentica rapidità da agenzia di stampa, quasi fosse un Cicchitto, una Santanchè, un Capezzone, un D’Alessandro – che “al di là di alcune fantasiose affermazioni che non mi pare il caso di commentare, nella sua odierna intervista al Corriere della Sera l’onorevole Alfano mi muove soprattutto una contestazione: quella di essere coerente. Caratteristica a cui io attribuisco un valore positivo, e che invece l’onorevole Alfano, anche alla luce delle sue scelte, non sembra tenere in gran conto”. 

Ma dietro al confronto al vertice c’è anche lo scontro tra le truppe. La portavoce di Ncd Barbara Saltamartini, per esempio, twitta: “Ad aver paura sono Toti, Fitto e Gelmini… Paura che Fi imploda. Campioni di contraddizioni, sono loro ad aver girato le spalle… all’Italia”. Sempre su Twitter arriva anche Fabrizio Cicchitto (appunto): “Forza Italia, adesso è tutto chiaro. Si è voluto allontanare Alfano e i rompiscatole per far decollare il partito dinastico e familistico“. 

Dall’altra parte ecco l’intervento di Ylenia Citino, candidata di Forza Italia alle Europee (circoscrizione Isole), ex ospite semi-fissa a Uomini e donne (Maria De Filippi, Canale 5) e autrice di un libro che ha potuto vantare nientemeno che la prefazione del capo del partito. “Il (Nuovo) Centro (Destra) ha poco da criticare sulle affermazioni di Marina Berlusconi – afferma la Citino – Si vede lontano un miglio che i loro commenti insipidi sono frutto di una campagna elettorale di chi, alleatosi con la sinistra, ha perso di vista l’avversario contro cui combattere. Purtroppo loro non dispongono più del più potente marchio mai creato nella politica, il marchio Berlusconi, capace di attrarre il consenso di milioni di consumatori. Evidentemente il loro marchio, che non è decollato, non può che essere considerato una sottomarca“. La deputata Elvira Savino, anche lei esponente della nuova classe dirigente di Forza Italia oltre che sposa con testimone di nozze Berlusconi, sceglie il latino: “Ad Alfano mancano quid e quorum. Aveva portato il nostro partito ai minimi storici, poi ha pensato bene di lasciare il presidente Berlusconi proprio nel momento più difficile pur di conservare il suo posto al governo. Ha fondato un partito che ha chiamato di centrodestra per allearsi con la sinistra”. Luca D’Alessandro (figurarsi) non si lascia scappare l’occasione e esulta: “L’unico commento possibile che si può fare alle parole di Marina Berlusconi è: chapeau!”. 

Ma in definitiva in ballo c’è la conquista dei voti rimasti a destra, quelli lasciati dalla furia del Movimento Cinque Stelle e dall’azione di governo di Matteo Renzi che i sondaggi dicono attirare più che altri l’elettorato moderato. “Io ho difficoltà -spiega Raffaele Fitto – a comprendere la posizione, l’atteggiamento, le dichiarazioni di chi per 20 anni ha avuto tutto da Silvio Berlusconi e che nel mondo di maggiore difficoltà ha abbandonato la nave. E sopratutto il paradosso politico è che c’è il tentativo in atto di voler ricostruire – così si dice – il centrodestra, avendo fatto il salto dall’altra parte e facendo la stampella a un governo a guida di sinistra, con il segretario del Partito democratico. Sinceramente – ha concluso l’ex ministro – la contraddizione è così clamorosa che gli elettori lo dimostreranno in modo molto chiaro il 25 maggio”. Intanto, mentre loro se ne dicono di ogni, il “Padre nobile” – che dal 9 sarà costretto forse a servire i pasti al centro anziani di Cesano Boscone e per lui la pena è tutt’altro che un danno – prepara la prosecuzione della sua mitragliata televisiva con la quale vorrebbe replicare la mirabolante rimonta della campagna elettorale per le Politiche del 2013. Nella serata della festa dei Lavoratori si è visto sui telegiornali di Mediaset. Domani – 2 maggio – sarà a Virus di Nicola Porro, su Rai2, mentre lo staff sta lavorando a una partecipazione a In mezz’ora di Lucia Annunziata, domenica 4. “Festa del Lavoro. La sinistra cosa fa? – dichiara Berlusconi a Studio Aperto – Non ha ancora capito che solo con la diminuzione delle tasse sulla famiglia si ottengono un aumento dei consumi e nuovi posti di lavoro. Renzi aumenta le tasse sulla casa e sui risparmi delle famiglie, ed esclude artigiani e piccole e medie imprese dalla sua politica economica. Noi rilanciamo la nostra ricetta per lo sviluppo dell’economia: detassazione totale delle nuove assunzioni, zero tasse e contributi per chi assume giovani, disoccupati, cassintegrati. Solo così si creeranno davvero nuovi posti di lavoro nell’interesse di tutti noi”.