Otto milioni che andranno ai fondi pensione o nella busta paga dei 32mila lavoratori Telecom interessati dal contratto di solidarietà. E’ il contributo che arriverà grazie a un accordo raggiunto tra l’azienda e le rappresentanze sindacali dei dirigenti del gruppo, che rappresentano l’1,3% degli oltre 65mila dipendenti. Lo spiega una nota della società guidata da Marco Patuano, che spiega come dall’attuazione delle misure previste nel documento (in particolare la “modifica temporanea di alcuni istituti contrattuali”) deriveranno risorse economiche stimate in circa 4 milioni di euro. Somma che, “unitamente a ulteriori 4 milioni di euro resi disponibili dai recuperi di produttività dell’azienda, per un totale di oltre 8 milioni di euro, andrà ad alimentare le posizioni contributive dei lavoratori in solidarietà iscritti ai fondi pensione chiusi. Ai lavoratori non iscritti a tali fondi pensione sarà corrisposto un equivalente importo una tantum in busta paga, al lordo di imposte e contributi”. Un bonus che “contribuirà a ridurre l’onere gravante sui lavoratori oggetto di contratti di solidarietà”, la cui integrazione salariale per il 2014 è stata ridotta dalla Legge di Stabilità dall’80 al 70%. Basta fare due conti, comunque, per capire come il contributo per ogni dipendente in solidarietà sarà abbastanza contenuto: 8 milioni diviso 32mila (tanti sono i dipendenti messi in solidarietà dall‘accordo del marzo 2013) fa 250 euro da spalmare sull’intero 2014. Poco più di 20 euro al mese.  

Tra le misure contenute nell’intesa c’è la riduzione del tempo di lavoro con riproporzionamento della retribuzione (per il periodo dal 23 aprile 2014 al 30 aprile 2015). In pratica i dirigenti il cui trattamento economico complessivo lordo è pari al minimo contrattuale di garanzia lavoreranno tre giorni in meno, gli altri sei giorni in meno. Lo stipendio sarà ridotto di conseguenza e il risparmio ottenuto sarà destinato a questa forma di solidarietà interaziendale. Altri risparmi saranno conseguiti tagliando i rimborsi per spese non documentabili e riducendo da 35 a 30, quest’anno, i giorni di ferie per i dirigenti che abbiano già accumulato un residuo relativo ad anni precedenti.