Strana questa campagna elettorale. Si nota per la prima volta che qualcuno corre all’indietro per fermare chi sfreccia in avanti. E’ quel che succede al duo Renzi/Berlusconi, i gamberi che per bloccare la corsa di Grillo corrono verso le retrovie sperando di intercettarlo mentre avanza e con la speranza di bloccarlo.

Come Stanlio e Olio o Gianni e Pinotto in una tragicommedia, si scontreranno inesorabilmente l’uno contro l’altro. Mentre il comico, quello vero, Grillo, guadagnerà il traguardo a furor di popolo. Le parole dei leader del Pd sull’Europa dimostrano questa corsa all’indietro: basta l’Europa delle banche, vogliamo quella dei popoli oppure basta con la politica dell’austerità. Qualche pedagogo, di quelli bravi, spieghi al Pd che se un papà impartisce l’ordine di non fumare al figlio, magari con la sigaretta tra le mani, il risultato non potrà che essere che il figlio appena possibile si accenda una sigaretta. Lo stesso paradosso si ottiene quando il papà ordina di non bere: due ore dopo, per strada il figlio girerà con una birra in mano o una bottiglia di vino bianco scadente. Non parliamo poi dell’assurdità dell’ordine genitoriale spesso impartito del “non devi sudare!. Come se fosse possibile controllare la sudorazione in maniera consapevole.

Se Renzi voleva cambiare verso all’Europa, non doveva programmare la rivoluzione istituzionale insieme a Berlusconi e Verdini. Doveva avviare le sue forzature e la sua corsa alla rottamazione quando si poteva mettere in piedi un governo dei saggi con Rodotà o Prodi a capo (magari tutti e due). Oggi la corsa in avanti di Grillo e dei suoi cittadini dimostra che la sua vittoria potrà in un solo colpo: pensionare Napolitano, spaventare gli austerity men di Francoforte, rimettere in campo il reddito di cittadinanza (a livello europeo), congedare per sempre alfaniani, alfittiani, mastelloidi, montiani con e senza loden, scrivere la parola fine sui termovalorizzatori, praticare una seria e coraggiosa lotta alla mafia e tante altre cose ancora che manco immaginiamo.

Visto quello che è successo in solo pochi mesi con un manipolo di cittadini in Parlamento figuriamoci cosa potrà succedere con il M5S primo partito d’Italia. Allora Renzi corre (all’indietro) e prova col copia e incolla: togliamo il segreto di Stato, togliamo il Senato, le province, gli stipendi ai politici. Ma non si accorge, nella sua corsa all’indietro che non riesce a centrarne una. Il segreto di Stato solo su alcuni documenti, il Senato se ne riparla dopo il 25 maggio, le province diventano aree vaste senza soldi ma aumentano 26 mila politici e consiglieri nei comuni. Tagli agli stipendi dei politici? Grillo lo ha fatto in un attimo, loro ci stanno pensando. Fuori i condannati dalla politica? Finanziamento pubblico dei partiti? No Matteo, a volte davvero sembri correre all’indietro pensando di aver capito cosa ci vuole per vincere, ma poi ti accorgi che vince chi arriva primo davanti, non dietro.

Continuando l’intesa con Berlusconi hai solo corso indietro con lui. E adesso che lui ti molla perché vuol difendere i suoi voti da Grillo, resti solo a nuotare in un fiume controcorrente. Ma non ti accorgi che gli servi per stare sulle prime pagine? Addirittura sfrutta l’attacco che Renzi è sempre in tv per essere in tv. Geniale doppio salto con abbraccio mortale…all’indietro. Renzi e Berlusconi ogni giorno si tolgono uno zero virgola con lanci annuncio stucchevoli, mentre Grillo conquista i punti di indecisi, astenuti e incazzati. Ma davvero qualcuno pensava che con 80 euro gli italiani avrebbero esultato? Resteranno delusi appena si accorgeranno che saranno netti 78 o 72 nella maggior parte dei casi. E quei pochi due euro in meno saranno sufficienti a tutti per rifugiarsi in Grillo che ha dimostrato di saper leggere l’angoscia del Paese. State sereni, vincono loro…i cittadini che hanno restituito dignità e senso all’indignazione coi pugni chiusi, questa volta non in piazze con bandiere rosse, ma trasformando le case di tutti in una immensa piazza.