Marcello Dell’Utri? Non solo non mi ha mai tradito, ma è una persona ‘perbenissimo’, ha una bellissima famiglia, è un cattolico fervente e praticante, è probabilmente il più colto bibliofilo italiano“. Così Silvio Berlusconi, nell’intervista esclusiva concessa a Corrado Formigli per “Piazzapulita”, su La7, (qui la prima parte), si esprime sull’ex senatore di Forza Italia. “Non è vero che io l’ho mandato in Libano, l’ho anche smentito” – continua – “Non sapevo neppure dove fosse. Non conosco cose negative che abbia fatto Marcello Dell’Utri. Soffre ed è torturato da 20 anni da un’accusa assurda che deriva da un reato non previsto dai codici e che è un’invenzione: concorso esterno in associazione mafiosa”. E aggiunge: “Lui è nato, ha studiato, ha lavorato a Palermo, ha fondato una squadra di calcio a Palermo. Era assolutamente naturale che potesse avere amici o conoscere palermitani che successivamente sono stati considerati mafiosi“. Il Cavaliere svicola sulla domanda di Formigli circa le sue intenzioni di matrimonio con Francesca Pascale, smentendo categoricamente che la sua compagna sia incinta. Poi scodella “i colpi di stato” che, secondo lui, si sono consumati in Italia. Corregge il tiro sulle dure dichiarazioni rese a “Porta a porta” (Rai Uno) su Napolitano, ma conferma l’accordo tra il capo dello Stato e Fini, nel 2010, per spostare una parte dei parlamentari del centrodestra a sinistra, formando così una nuova maggioranza e un nuovo governo: “Ho le prove. Prove insuperabili. Ci sono 12 testimoni al corrente. Non sono autorizzato a fare nomi, ma se si dovesse avere una necessità, anche giurisdizionale, di chiarimento i nomi si faranno”. Altri temi affrontati: le riforme e l’Italicum. E su Renzi dichiara: “Di lui invidio l’età. Non lo considero davvero un avversario fino in fondo, potrebbe stare in Forza Italia, perché non ha radici comuniste. Ma non è imbattibile”. Nuovo attacco anche a Beppe Grillo: “E’ un signore che ieri ho chiamato bonariamente ‘sfasciacarrozze’, ma in realtà è un pericolo per il nostro Paese, perché di gente come lui nella storia se n’è vista tanta”