Smettetela di elargire bonus così ricchi. Qui ne va dell’immagine dell’economia britannica”. Il ministro del Regno Unito con le deleghe al Business e alle imprese, Vince Cable, preannuncia nuove misure per limitare l’importo dei ricchissimi assegni a banchieri e manager di azienda. Banche e compagnie spesso aiutate o finanziate dallo Stato, talvolta in crisi e dai profitti in calo, ma che continuano comunque a donare grasse parcelle agli uomini al comando. Ora, appunto, Cable non ci sta più e scrive una lettera alle cento più grandi aziende del Regno Unito, proprio nel giorno in cui una riunione alla Barclays – banca che ha messo in bilancio 2,4 miliardi di sterline di bonus, quasi 3 miliardi di euro – ha visto il malumore di tanti azionisti delusi per il comportamento della dirigenza.

“Qui bisogna recuperare la fiducia del pubblico e dei consumatori – ha scritto il ministro – e c’è il rischio di una nuova legge per limitare la paga ai dirigenti. Ricevere pagamenti troppo alti danneggia il legame con la base e mette a repentaglio il dovere di promuovere la buona immagine e il successo dell’azienda”. Il momento, del resto, aggiunge il ministro, “è duro. Tutti cerchiamo di ottenere di più da quel poco rimasto, spero che anche voi siate animati dallo stesso spirito”. Sacrificio, quindi, questo è quanto richiede Cable ai manager, in una polemica che richiama quella italiana dei mesi scorsi e col rischio, ventilato dalle più grandi aziende britanniche, che gli uomini “forti” possano scappare all’estero attirati da più ricchi bonus e da più sostanziose parcelle. È quello che teme ad esempio il nuovo capo della Barclays, Antony Jenkins, che ha parlato più volte del rischio di una “spirale della morte e dell’abbandono”, relativamente al rischio di fuga dei cervelli da una banca costretta a rivedere al ribasso bonus e paghe.

La lettera del ministro arriva anche a pochi giorni dalla riunione annuale dei board delle più grandi aziende del Paese. Il diritto degli azionisti di votare contro un piano pagamenti non è cosa di vecchissima data e due anni fa, alla stessa riunione, un numero record di progetti aziendali fu rigettato. Inoltre, le recenti disposizioni dell’Unione europea – regole che hanno limitato il bonus ai banchieri a una volta il proprio salario annuo o al massimo a due volte in caso di voto favorevole degli azionisti – entrano in piena forza per la prima volta a Londra proprio in queste settimane, nonostante il malumore creato da Bruxelles a livello governativo.

Il primo ministro David Cameron e il cancelliere dello scacchiere – ministro dell’economia – George Osborne hanno più volte espresso il loro parere contrario ai limiti. Ma anche a Londra si è pur sempre in Europa e, alla fine, nonostante l’opposizione, non si è potuto fare altrimenti. Anche perché l’esecutivo possiede una buona parte delle quote nei gruppi bancari Lloyds e Royal Bank of Scotland, in quest’ultimo caso addirittura l’81% è finanziato dai contribuenti. In un’intervista alla Bbc, Cable ha detto: “Le paghe dei banchieri sono ancora straordinariamente ingenti”. Ora, appunto, bisognerà vedere quale sarà la reazione degli istituti di credito e delle altre aziende, anche se lo scontro è dietro l’angolo e gli schieramenti si stanno entrambi già piazzando in posizione d’attacco.