Le accuse si sono fatte insistenti nei confronti del governo, e il primo ministro della Corea del SudChung Hong -won, ha deciso di dimettersi. All’origine c’è il naufragio del traghetto Sewolm in seguito al quale sono state dichiarate morte o disperse 300 persone. Il passo indietro del premier è arrivato come risposta alla crescente rabbia dei parenti delle vittime che accusano il governo e la compagnia di non aver fatto abbastanza per salvare i loro cari. Le dimissioni sono per lo più simboliche dal momento che il potere esecutivo reale in Corea del Sud è nelle mani del presidente Park Geun-hye, che ha accettato le dimissioni del premier. Ieri sono stati arrestati tutti e 15 i membri dell’equipaggio della nave. 

“La cosa giusta per me è assumermi le mie responsabilità e dimettermi”, ha dichiarato Chung, 11 giorni dopo il disastro. “Volevo dimettermi presto – ha aggiunto – ma la gestione della situazione è stata prioritaria e ho pensato che sarebbe stato un atto responsabile dare il mio aiuto prima di lasciare. Ma ho deciso di dimettermi ora per non essere un peso per il governo”. Il traghetto Sewol è affondato il 16 aprile con 476 persone a bordo. Al momento sono stati recuperati 187 corpi, ma altri 115 risultano ancora dispersi e i soccorritori sono ancora a lavoro nel relitto. I sopravvissuti sono 147, fra cui 15 ufficiali di bordo, compreso il capitano, tutti arrestati per non aver aiutato i passeggeri a mettersi in salvo. La maggior parte delle vittime erano liceali in gita scolastica. Salpato dal porto di Incheon, vicino Seul, il traghetto era diretto all’isola di Jeju.