“Per i tedeschi i lager non sono mai esistiti..”, così parló Berlusconi; come se non bastasse, la battuta da osteria è stata balbettata dall’ex Cavaliere mentre tentava di giustificare la sua squallida esibizione al Parlamento europeo, quando aveva dato del Kapò a Martin Schulz allora presidente dei parlamentari socialisti e figlio di combattenti anti nazisti.
Le parole del politico in affidamento ai servizi sociali, ma libero di fare comizi e dileggiare chiunque, hanno ovviamente suscitato la reazione di Schultz che lo ha liquidato con una frase secca: “Un impresentabile capace solo di odiare”.

All’estero l’ex cavaliere non ha trovato un solo sostenitore, da noi lo hanno difeso i suoi scudieri, qualche stipendiato e i dipendenti dei suoi gruppi editoriali.
Non pochi politici, anche del Pd, hanno manifestato sdegno e rabbia, anche perché Schulz è il loro candidato per l’Europa.

Così abbiamo potuto leggere infuocate e giuste reazioni al grido di: “Ennesima figuraccia rimediata da B…”; “Inqualicabili parole…”; “L’Europa ride di noi…”; “Continua a sporcare l’immagine dell’Italia…”; “Che stia ai servizi sociali…” ;”Affidiamolo alla Merkel”;”Cosa diranno i popolari europei?” “Perché non espellono Forza Italia dal Ppe?”

Tutto bello, tutto giusto, quasi tutto condivisibile, ma perché mai i tedeschi e il Ppe dovrebbero fare quello che non è stato fatto in Italia?
Qui, che piaccia o meno, una persona condannata in via definitiva e in affidamento ai servizi sociali viene ritenuta un interlocutore istituzionale e politico, compare in tv, può continuare ad insultare i suoi giudici, addirittura, potrebbe diventare un “Padre costituente”.

Quelli che si sono giustamente indignati oggi dovrebbero spiegare, in primo luogo a se stessi, perché mai chi é “impresentabile e inaffidabile” in Europa ridiventi frequentabile in Italia?

Il cinismo della politica non può giustificare qualsiasi scelta.

Tanto per facilitare un rapido ripasso ci permettiamo di riproporre il video della prima sceneggiata europea dell’ex Cavaliere, chi avrà voglia di rivederlo potrà rendersi conto che ad aver cambiato idea, comportamento e linguaggio non è stato e non è il futuro frequentatore del centro anziani di Cesano Boscone.