In una situazione in cui le istituzioni europee sono sottoposte a severe critiche e la fiducia del cittadino europeo verso la Ue ha raggiunto il minimo storico con solo il 31% dei consensi nei confronti dell’Unione, le normative e le politiche ambientali comunitarie fanno invece la differenza perché sono percepite con una forte accezione positiva. Come dimostrano le rilevazioni di Eurobarometro il 95% dei cittadini europei percepisce la protezione dell’ambiente come importante e l’81% dà il proprio consenso sulla normativa ambientale di derivazione comunitaria.

C’è quindi in Europa una diffusa consapevolezza nell’opinione pubblica del ruolo politico-istituzionale d’avanguardia svolto, negli ultimi 20 anni, dall’Europa nel mondo con: 1. adozione e attuazione di una solida legislazione per la tutela dell’ambiente; 2. la riforma delle politiche che minacciano la natura; 3. adeguati finanziamenti destinati allo sviluppo sostenibile nei Paesi europei e in ambito internazionale.

Ma la leadership europea in campo ambientale non è scontata e deve essere consolidata e rilanciata in vista anche degli importanti appuntamenti che durante il Semestre di Presidenza italiana dovranno essere affrontati: il summit sul Clima convocato il 23 settembre 2014 a New York dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, in apertura dell’Assemblea generale che discuterà dei nuovi obiettivi per lo sviluppo sostenibile, la Cop 12 sulla biodiversità in Corea del Sud ad ottobre 2014, la Cop 20 sul clima in Perù a dicembre in preparazione della Cop 21 di Parigi del 2015.

Nulla deve essere acquisito una volta per tutte è per questo che il WWF ha lanciato la campagna Creare una nuova Europa per il Pianeta lanciando un Manifesto con 28 proposte, soprattutto, un Appello su 9 priorità ambientali che costituiscano un Impegno di Legislatura per chi sarà eletto. Un impegno, declinato in 28 proposte specifiche (contenute in apposito Manifesto, disponibile in rete) per: 1. affrontare il cambiamento climatico, 2. passare ad un’economia efficiente nell’impiego delle risorse; 3. fermare la perdita di biodiversità; 4. incoraggiare consumi più sani, equi e sostenibili; 5. assicurare acque pulite e salubri; 6. salvaguardare l’ambiente in modo da garantire il benessere umano in tutto il mondo; 7. bloccare il commercio illegale di legname e fauna selvatica; 8. garantire un’agricoltura sostenibile; 9. ripristinare gli stock ittici.

La Campagna WWF prevede la sottoscrizione dell’Appello da parte degli eurocandidati, che così assumono pubblicamente un Impegno di Legislatura nei confronti degli elettori, e l’attivazione dei cittadini per far pressione sui partiti, affinché i contenuti dell’Appello siano da questi conosciuti e condivisi.

La nuova Europa, secondo il WWF, deve cogliere la scommessa ambientale proprio nel momento in cui si stanno cercando soluzioni per uscire da questa pesantissima crisi economica e sociale scegliendo di ridurre l’impronta ecologica per rispettare i limiti delle risorse del Pianeta, definendo indicatori di equità sociale e di benessere che consentano di andare oltre al calcolo del Pil, facendo scelte economiche più efficienti e innovative in grado di assicurare posti di lavoro e prosperità alle attuali e alle future generazioni. Il WWF valuta che per mantenere l’attuale stile di vita del cittadino europeo (con alti consumi di risorse naturali e levati livelli di emissione di gas serra) ci sarebbe bisogno di 2,8 pianeti. Non possiamo permettercelo e non si tratta di aspirazioni di quella parte dell’opinione pubblica che è più sensibile alle questioni ambientali, ma riguarda tutti/e noi e le scelte che dobbiamo fare per uscire dalla crisi.

Stefano Lenzi – responsabile Ufficio relazioni istituzionali WWF Italia