Alla fine hanno vinto i militanti di Rifondazione comunista e le sezioni Anpi cittadine: il pericolo di avere sul palco del 25 aprile, a Pavia, come oratore, un generale che non distingue tra partigiani e repubblichini, è stato sventato. Tutto nasce da una decisione del Comitato 25 aprile che all’unanimità aveva scelto di far intervenire il generale Carlo Maria Magnani, presidente nazionale dell’Istituto del Nastro Azzurro, associazione di combattenti decorati al valor militare. Direttore editoriale della rivista che prende il nome dall’associazione, nel 2011 il generale sosteneva che: “Il duce aveva dominato il Paese per 20 anni non col terrore, come si vuole spesso far intendere, ma col fascino e con l’attrazione di una grandezza nazionale alla quale gli italiani non potevano resistere”. L’anno successivo scelse di condividere l’intervento di un lettore, per il quale la Repubblica Sociale Italiana fu “un regolare Stato con le sue strutture e il suo esercito …che aveva … contribuito ad evitare all’Italia la sorte della Polonia …e a salvare gran parte del paese”.

Non solo: “Coloro che aderirono, moltissimi anche volontariamente, all’esercito della R.S.I … lo fecero in perfetta buona fede … perché davanti ai loro occhi la Patria era divenuta … terra di conquista da parte di eserciti stranieri”. Commentando e approvando tali affermazioni, il generale chiuse il suo intervento rammaricandosi del fatto che dovranno passare ancora molti anni prima che si possano decorare al valore “tutti coloro i quali hanno combattuto, non importa come e dove, nella seconda guerra mondiale”. Sulle pagine della rivista, che fa dell’onore e del dovere i propri principi, è possibile trovare anche l’esaltazione di alcune gesta militari della X Mas.

Contattato da ilfattoquotidiano.it, il sindaco uscente Alessandro Cattaneo in qualità di presidente del comitato, si smarca dicendo d’aver solo dato un’ indicazione di metodo: “Questo è il mio ultimo anno di mandato (se non verrà rieletto, ndr) e ci tenevo che da questa celebrazione uscisse un messaggio completo e di unità, come deve essere in tutto il paese. Per questo il primo anno ha parlato uno storico, il secondo un giovane, quindi un sacerdote e poi un esponente dell’Anpi. Era giusto che nel quinto anno prendesse la parola un esponente delle forze armate. Del resto questo era un accordo che avevo rinnovato l’anno scorso anche con il senatore del Pd, Tullio Montagna, presidente dell’Anpi provinciale di Pavia”.

“Non una voce di dissenso si è alzata – fanno eco dallo staff del sindaco ­- La proposta di far intervenire il Generale Magnani è arrivata dal presidente di Assoarma, ma è stata accolta da tutte le altre associazioni che fanno parte del comitato, Anpi Provinciale compresa. Alle riunioni del comitato partecipano, oltre all’Anpi, le associazioni di combattenti, come marinai, bersaglieri, carabinieri, etc, ma anche enti, come Provincia, Prefettura e scuole”. Da parte loro, i militanti di Rifondazione, che hanno dato l’avvio alla protesta, sottolineano quanto sia stato facile scoprire chi fosse e cosa pensasse il generale: in fondo è bastata una ricerca su internet e una lettura dell’organo ufficiale dell’associazione (per non parlare delle esternazioni del generale su Facebook). Ora, in seguito alle polemiche e alla presa di posizione delle sezioni Anpi cittadine, il sindaco, Alessandro Cattaneo, ha revocato l’invito al generale e ha indetto una nuova riunione del comitato. Fermo restando, però, che il patto con il senatore Montagna tiene e che l’oratore dovrà appartenere all’ordine militare. E a questo punto, visti i tempi, non sarà più possibile criticarlo. Chiunque esso sia.