Dovrei fare una costellazione di premesse, disegnando almeno un centinaio di carri, per sottolineare la mia distanza siderale da Bruno Vespa. Distanza da tutto, da qualunque cosa, minima, marginale, inesistente, su su fino all’immortalità dell’anima. Non so se ho reso sufficientemente l’idea, ma non credo di aver mai considerato Bruno Vespa meritevole di aver ragione. Su tutto.

Eppure stavolta sto con lui, maledizione. È la prima volta e sono arcisicuro, sarà anche l’ultima. E dire che ero qui che godevo come un pazzo l’altro ieri quando Leone, sotto dettatura di Gubitosi, gli ha fatto scivolare via la seratona del giovedì, una delle più importanti del palinsesto di Raiuno, che sicuramente gli avrà tolto letteralmente il sonno, facendogli immaginare chissà quali vendette.

Ero qui che godevo, appunto, quando è cascato assai poco a fagiolo un tweet di un vero signore, uno che non sarebbe a rischio di volgarità, perché è l’uomo della leggerezza consapevole, uno dei rarissimi casi della televisione italiani: Fiorello. Il quale, credendo evidentemente di interpretare un sentimento comune (eccome!) ha creduto bene di “festeggiare” Vespa su Twitter.

Un banalissimo tweet niente di più. Ma terribile. Devastante: “Noooooo hanno tolto una serata a VESPA!!! Se gli avessero tolto un rene avrebbe sofferto di meno!!!”

Ci sono mille maniere per essere corrosivi, per disvelare il Potere con il sorriso (e Vespa ne è un solerte rappresentante) e quei modi Fiorello li conosce tutti, ne ha fatto un segno distintivo della sua vita professionale. Perché introdurre un elemento di inquietudine, di dolore, un parallelismo terribile con la malattia, perché evocare scenari, seppure fantasiosi, che fanno semplicemente paura, perché aprono il buio della nostra anima?

Ecco perché sto con Vespa e contro Fiorello. Vespa ha reagito con un altro tweet, anch’esso sgradevole e di scarsa eleganza:

Ma ha reagito a un’aggressione a freddo. E questo ha tutt’altro spessore.