In attesa dell’arrivo di Mauro Moretti, nuovo ad designato dal ministero dell’Economia, Finmeccanica fa i conti con gli stipendi dei vertici uscenti e degli “ex”. Stando alla Relazione sulla remunerazione l’ad e direttore generale Alessandro Pansa, che ha rinunciato in via preventiva alle buonuscite in caso di cessazione dalla carica, ha ricevuto però lo scorso anno uno stipendio di 1,4 milioni di euro, compreso un bonus di 535mila. In particolare, 161mila euro gli sono stati riconosciuti sulla base del piano di “management by objective” (gestione per obiettivi, un diffuso metodo di valutazione del personale) e 374mila costituiscono un incentivo di lungo termine riservato alle “risorse che ricoprono ruolo strategici nell’organizzazione”. Anche questa parte del bonus è condizionata al raggiungimento di obiettivi finanziari. Va ricordato che il gruppo della difesa e dell’aerospazio ha chiuso il bilancio 2013 con un mini utile di 28 milioni ma l’assemblea degli azionisti ha deciso di non distribuire dividendi. In più, Pansa ha goduto di benefit non monetari (auto, assistenza sanitaria, coperture assicurative e simili) per 85 mila euro.

Dal documento sui compensi emerge, poi, che il presidente Gianni De Gennaro, che resta in carica, ha guadagnato 151mila euro. Ma l’uscita più controversa è indubbiamente quella che riguarda l‘ex presidente e ad Giovanni Orsi, arrestato per corruzione internazionale nel febbraio 2013 (il processo è in corso presso il tribunale di Busto Arsizio) e dimessosi dalle cariche pochi giorni dopo: il manager ha intascato 207mila euro, ma, informa una nota, ha anche “richiesto la corresponsione di un’indennità compensativa e risarcitoria” che “la società non ha ritenuto essere dovuta“. Di conseguenza, “sulla questione è pendente una controversia”.