Il governo Renzi ha spiegato alcune cose che ha in programma per ridurre la spesa pubblica senza fare tagli sulla sanità come ha twittato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin: “è una vittoria dei cittadini”. Resta comunque il fatto che la spesa nazionale per la sanità sia di circa il 15% di quella totale per gestire il paese Italia e la spesa regionale sia circa il 75%. E’ indubbiamente una grossa fetta ma una indispensabile perché, come diceva mia madre, la salute viene prima di tutto.

E’ chiaro che se ci fosse un attento contrasto all’evasione-elusione fiscale probabilmente l’Italia sarebbe meno esposta agli attacchi europei di controllo, visto il nostro debito, e la sanità tornerebbe ad essere prevalentemente pubblica con meno ingerenza dei privati che vogliono “aziendalizzarla”. E questo è un male senza controlli appropriati su chi fa cosa, quanto e perché.

Una svolta nel campo del bene comune, inteso come pagamento di una percentuale da destinare interamente alla sanità che avvenga veramente attraverso la possibilità effettiva di spesa di ogni singolo cittadino, quindi chi più guadagna o ha comunque più soldi a disposizione più spende, sarebbe di mettere una percentuale su ciò che compriamo ogni giorno. Dal pane, all’orologio o al viaggio. Naturalmente chi ha o guadagna poco spenderà meno ma sarà aiutato, per il suo star bene, da chi ha o guadagna di più. Anche chi evade, finchè non sarà individuato, spendendo probabilmente maggiormente farà il suo “dovere sociale”.
Ovviamente qualunque spesa per prestazione sanitaria o farmaceutica dovrà essere esclusa. Obblighiamo a citare sul documento di ricevuta, così come viene citato il costo sociale di ogni prestazione sanitaria, il contributo sociale dello stare in benessere. Una percentuale bassa ed irrilevante che si acquista in salute, ad esempio 1% per il pane, che gradualmente aumenta fino ad arrivare al 10% per spese sopra i 10.000 euro. Ma cosa può interessare di versare 4000 euro a chi ha il potere di acquisto di un orologio che ne costa 40.000?

Un modo semplice che non porta ad essere scontenti come ad esempio aumentando l’IVA i cui introiti rientrano nel calderone e si perdono inevitabilmente negli sprechi. Soldi direttamente versati per gestire la salute pubblica e messi online in modo da essere controllati da qualunque cittadino. Una livella naturale del bene.