“Non sono un assenteista, non mi sono finto malato per avere la serata libera ed esibirmi come sosia di Franco Califano“. Così si difende Ezio Capri, un autista dell’Atac di 37 anni pizzicato dalla Guardia di Finanza il 12 aprile scorso mentre cantava in un locale a Zagarolo, vicino Roma, insieme alla sua compagna. Per l’azienda di trasporti romana era in malattia e per questo su Capri adesso pende una procedura di licenziamento. “Ho avuto un diverbio giovedì al deposito con il mio capo, sono intervenuti anche i carabinieri- racconta il dipendente – Sono finito al pronto soccorso per lo stress, avevo 110 di pressione minima e mi hanno dato 10 giorni di riposo”. “Cantare o uscire a cena non è come guidare l’autobus, se stai male rischi di uccidere delle persone” è la sua arringa. “E poi – prosegue -non sono mica un detenuto, ho rispettato le fasce orarie nelle quali per legge bisogna farsi trovare in casa, essere malato non significa mica essere morto. Cantare Califano mi fa star bene, è la mia terapia”. Capri non rischia soltanto il licenziamento, ma una salata multa per violazione dei diritti d’autore, che va da due a 24 milioni di euro. Quel sabato sera la Guardia di Finanza ha sequestrato il suo computer con diversi file scaricati da Internet   di Irene Buscemi