Il 19 aprile per il settimo anno si celebra il Record Store Day, appuntamento imprescindibile per tutti gli appassionati di musica e vera e propria boccata di ossigeno per i negozi indipendenti di dischi. L’idea di creare una giornata celebrativa arriva direttamente dagli Stati Uniti e dall’anno della sua inaugurazione (2007) ha iniziato subito a coinvolgere centinaia di negozi in tutto il mondo.

Per il Record Store Day vengono rilasciati edizioni speciali e limitate di album, oltre che copie di lavori in uscita che solo in un secondo tempo potranno essere acquistate anche nei negozi che non aderiscono all’iniziativa.

In Italia hanno aderito più di settanta negozi (qui la lista), andando a coprire gran parte della penisola e tutti avranno una bella selezione di dischi rilasciati esclusivamente per questa giornata. Per gli artisti italiani oltre alle edizioni speciali de Le Orme, Guccini, Battiato, Piovani, CCCP e Litfiba, tra gli altri ci saranno anche quelle di Brunori Sas e Le Luci Della Centrale Elettrica.

Solo tremila fortunati riusciranno a far propria una copia dell’imperdibile “Nothing New”, album che raccoglie parte del materiale che non era stato incluso in “I’m New Here”, ultimo lavoro dell’indimenticato Gil Scott-Heron. Da poco celebrato il ventennale della scomparsa di Kurt Cobain – oltre che l’inserimento dei Nirvana nella “Rock and Roll Hall of Fame” – per il Record Store Day uscirà il singolo “Pennyroyal Tea/I Hate Myself and I Want To Die”, mentre per i Mudhoney ci sarà il disco “On Top”. L’album in uscita dell’ex Bauhaus Peter Murphy, verrà anticipato dal singolo in versione remix di “Hang Up”, mentre quello di Damon Albarn da “Hollow Ponds/Lonely Press Play”. L’ex leader dei Blur lo ritroveremo anche con Graham Coxon, Paul Weller e il poeta Michael Horovitz per il singolo “Ballade Of The Nocturnal Commune”/”Extra Time Meltdown”. Come ci si può immaginare le edizioni speciali di David Bowie e Oasis dureranno il tempo di un istante sugli scaffali.

Le pubblicazioni sono davvero trasversali, dai Fairport Convention ai Rolling Stones, dal nuovo lavoro dei Timber Timbre (“Hot Dreams”) al singolo “Midnight” dei Coldplay, fino al live dei Tame Impala e al lavoro più bello degli Opeth, “Watershed”. Ci sarà l’immancabile Bruce Springsteen e uno splendido boxset dei R.E.M. (“Unplugged). La lista dei dischi è troppo lunga per poter essere stilata, ma potrà essere scaricata in formato PDF direttamente dal sito del Record Store Day.

Il Record Store Day è anche una risposta alla scarsa tendenza dei giovani all’acquisto di dischi e alla pratica del download illegale. Lo scorso anno a Londra c’è stata una vera e propria esplosione di ragazzi e ragazze alle prese con gli acquisti di vinili; percorrere Berwick Street sarebbe stata un’impresa titanica visto il numero di persone che affollavano la “via della musica” della capitale. Il Record Store Day non è solo il giorno nel quale ci si toglie l’ennesimo “must have” da collezionista (anche perché se c’è un giorno nel quale non ci si riesce a concentrare per gli acquisti, questo è proprio il terzo sabato di ogni aprile, da sette anni a questa parte), è una vera e propria festa durante la quale si ha l’occasione di parlare con persone che spesso e volentieri hanno interessi completamente diversi, dove si ascoltano artisti che sarebbe difficile conoscere altrimenti.

È il momento nel quale si percepisce quanto amore ci sia da parte di chi fa musica (dal primo Record Store Day ad oggi sono stati sempre di più artisti che si sono prestati affinché potessero uscire le edizioni speciali), di chi si occupa di farla conoscere e di chi alla fine l’acquista. Uno sforzo comune che mette in luce la passione spropositata, così come anche le varie – e a volte profonde – differenze tra i vari negozi. Ed è proprio questo il bello, poter essere orgogliosi della propria identità costruita con anni di sacrificio e passione; sacrifici che il Record Store Day tenta di ripagare, almeno in minima parte.