Una valanga sull’Everest ha provocato dodici morti: si tratta di guide nepalesi i cui corpi, secondo il sito The Himalayan Times, sono stati recuperati. Otto membri della spedizione invece sono stati trovati vivi dai soccorritori che sono al lavoro nella zona che si trova a un altitudine di circa 5000 metri poco sopra il campo base. Ma ci sarebbe un numero imprecisato di dispersi. 

Secondo un responsabile del ministero del Turismo, Tilak Ram Pandey, un gruppo di 50 persone, la maggior parte ‘sherpa’, è stato travolto dalla valanga mentre stavano perlustrando la zona e fissando le corde in previsione della imminente stagione delle scalate. A partire da fine aprile, oltre 300 team stranieri raggiungeranno il campo base da cui poi partiranno per la conquista della vetta a 8.848 metri. Circa 600 nepalesi, tra ‘sherpa’ e altro personale, sono coinvolti nelle spedizioni, che sono una ricca fonte di guadagno per la popolazione locale e per il governo di Kathmandu

L’incidente diventa così il peggiore disastro mai avvenuto sulla montagna più alta del mondo. Due sherpa rimasti feriti sono stati trasportati in elicottero in ospedale nella capitale del Nepal. Il gruppo era uscito di mattina presto per fissare le funi lungo il percorso verrà seguito dalle centinaia di alpinisti che da maggio, quando le condizioni meteo saranno più favorevoli, tenteranno la scalata alla vetta. Prima della valanga di oggi, il peggiore disastro mai registrato sull’Everest era stata la tempesta di neve dell’11 maggio 1996, che provocò la morte di otto scalatori. Nel 1970 un’altra valanga aveva invece provocato la morte di sei guide.