Tommaso Currò torna a far discutere il Movimento 5 Stelle. Currò chi?“, ha commentato Beppe Grillo a margine della conferenza stampa alla Camera delle scorse ore. Ma il leader 5 stelle sa bene chi è il deputato grillino. E’ il parlamentare, unico nel gruppo, che ha contestato il suo fotomontaggio su Auschwitz e l’articolo che parafrasava Primo Levi. Ma è anche il dissidente (considerato tra i più aperti al dialogo con gli altri partiti) che ha firmato la mozione per l’abolizione del conio delle monetine da 1,2 centesimi. “Uno spreco”, secondo il primo firmatario Sergio Boccadutri di Sinistra ecologia e libertà, ma anche secondo esponenti di Scelta civica e Pd (tra questi Nico Stumpo). Così la pensa Currò, che ha deciso di sostenere l’idea. Ma anche Paola Pinna e Marta Grande, due deputate conosciute per essere critiche con la linea “talebana”. Una scelta di seguire l’iniziativa di un altro partito che non piace ai fedelissimi. E c’è già che chi chiede una resa dei conti in assemblea.

Altre firme di 5 Stelle dissidenti, riferiscono fonti parlamentari all’agenzia Adnkronos, potrebbero aggiungersi a stretto giro. Il problema, a quanto si apprende, è che le firme di Currò, Pinna e Grande a sostegno della mozione sarebbero arrivate senza alcuna condivisione con gli altri 5 Stelle. “Mentre – osserva una fedelissima – queste cose andrebbero quanto meno decise con i colleghi del Movimento presenti nella propria Commissione”. Tanto più “che su questo tema c’è qualche problemino nel gruppo”, ovvero “punti di vista discordanti”. Nel caso di Currò, poi, ci sarebbe già un precedente: la firma a un emendamento targato Forza Italia sull’istituzione di un’Oasi marina protetta a Capo Milazzo. All’epoca il deputato siciliano venne ‘graziato’dal gruppo: se la cavò con una sanzione. Stavolta ci sarebbero diversi deputati pronti a fargliela pagare, anche alla luce del botta e risposta con Beppe Grillo sul fotomontaggio dei cancelli di Auschwitz. In realtà, un deputato oltranzista precisa che Currò ha comunicato via mail ai colleghi 5 Stelle l’intenzione di firmare la mozione.

“Nella mail ha scritto che già da tempo – racconta il parlamentare – ci aveva avvisato della volontà di sottoscrivere il testo. Inoltre ci ha inviato dati tecnici per motivare la propria scelta. Ma le decisioni, se siamo un gruppo, si assumono insieme, non si comunicano. Currò e altri, evidentemente, da tempo hanno smesso di sentirsi del Movimento“. Punti di vista. Mentre qualcuno attacca Currò a muso duro, c’è infatti chi lo difende a spada tratta. “In questo gruppo non c’è nemmeno la libertà di sottoscrivere una mozione – sbotta una parlamentare – si ha paura di tutto perchè ormai si fa a gara a fare i puri più puri. Se la pensi diversamente, sei fuori o quanto meno vieni guardato con sospetto. Anch’io volevo firmare la mozione di Sel ma non lo farò per evitare grane. Anzi, mi raccomando, ometta il mio nome”.