Dopo le polemiche che hanno investito la giunta, accusata di aver tenuto nel cassetto il rapporto scientifico della commissione Ichese sui legami tra terremoto emiliano e trivellazioni, il presidente della Regione Vasco Errani fa mea culpa e annuncia la sospensione di qualsiasi nuova attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi. “Io – spiega ai giornalisti – volevo pubblicare la relazione della commissione Ichese insieme alle raccomandazioni e oggi siamo riusciti a farlo. Mi dispiace che l’anticipazione abbia suscitato tanti interrogativi”. Davanti ai consiglieri regionali e a un nutrito gruppo di attivisti ambientalisti, Errani si è scusato rivendicando la sua “buona fede”. Giustificazione che, però, non sono bastate agli esponenti dei comitati No Triv, che da anni si battono per la chiusura dei pozzi distribuiti in tutta la regione. E che oggi chiedono non solo la sospensione delle nuove attività, ma anche la revoca dei vecchi permessi. “Le scuse non bastano. La nostra è la terra del Parmigiano e del lambrusco. Come si fa ad avere le pompe estrattive accanto ai vigneti?”  di Giulia Zaccariello