Passata l’ubriacatura collettiva del Fuorisalone e chiusi i felici bilanci del Salone di Rho con segno positivo, alcuni visitatori della Design Week ci segnalano una preferenza tra prodotti, designer, mostre, progetti, installazioni

“In cima alla nostra classifica mettiamo la mostra di Beppe Finessi Il design italiano oltre le crisi, in Triennale: ci siamo veramente emozionati, una collezione di pezzi fantastica e una visone del design italiano davvero non scontata” (Andrea Trimarchi e Simone Farresin, designer, Olanda)

“La lista è lunga, ma metto al primo posto la mostra From-to di Martino Gamper, che guida un collettivo di dieci giovani autori che hanno lavorato per altrettanti artigiani specializzati nel marmo, cristallo, metallo. Un progetto di Valore Artigiano organizzato da Marco Bettiol e Luca De Pietro, esposto nella meravigliosa cornice di Casa Caccia Dominioni (Claudia Pignatale, curatrice Galleria Secondome, Roma)

“Da parte mia, premio un’azienda: Arper, che anche quest’anno ha colpito tutti. Una qualità altissima e una grande originalità pervade tutto, la comunicazione aziendale, le foto, gli stand. I prodotti hanno un livello di esattezza incredibile e con il nuovo sistema di divani Zinta ha configurato un nuovo standard per l’accoglienza. Super!” (Odoardo Fioravanti, designer, Milano) 

“Il progetto più interessante a mio avviso è l’installazione Vortex Crystal Orbs di Vivienne Westwood curata da Marco Tagliafierro e ideata da Maria Grazia Rosin. Parte dagli elementi del brand e dai codici visivi ed indentificativi del marchio, si estende verso il design con l’utilizzo di tecniche tradizionali avvalendosi dell’eccellenza dei maestri del vetro di Murano. Mi è sembrato il progetto più interessante in termini di contaminazione e comunicazione tra mondi diversi e di grande rispetto delle competenze” (Helen Nonini, Brand Concierge, Milano) 

“Ho in mente un prodotto, che mi è piaciuto più di tutti, cioè la nuova sedia disegnata dal giovane norvegese Lars Beller Fjetland per il marchio Discipline(Jasper Morrison, designer, UK)

“Ho fatto solo un piccolo giro tra i padiglioni, ho visto tanto esercizio di stile, ma anche tante cose ben disegnate. Non mi ha colpito nulla in particolare, tranne forse l’azienda Campeggi, perché riesce sempre a sviluppare progetti carichi di humor ed ironia” (Eugenio Perazza, presidente Magis, Torre di Mosto) 

“Direi sicuramente Marcel Wanders, che è un mito nell’allestimento, per l’installazione di Barovier & Toso a San Simpliciano” (Giorgio Tartaro, giornalista e presentatore tv) 

“Un ex aequo: da una parte la lava dell’Etna del progetto meraviglioso di Formafantasma, De natura Fossilium, a Palazzo Clerici che conferma un lavoro potente e archeologico da parte del duo sul potenziale contenuto nella natura e sulla lavorazione tradizionale. Dall’altra il lavoro di un giovanissimo fabbro, Daniele Mingardo‎, dentro la mostra Onwards in via Varese, perché da quando ha 17 anni questo ragazzo porta avanti in modo serio, originale e originario la tradizione della bottega di famiglia e per una volta è l’artigiano a proporsi ai designer e non viceversa” (Domitilla Dardi, Curatore per il Design MAXXI-Architettura presso Fondazione MAXXI, Roma)

“Scelgo il progetto Deliriuos Home: perché non possiamo più fare a meno della tecnologia, ma dobbiamo evitare di diventarne schiavi. A casa, per strada, dappertutto. Gli studenti dell’Ecal (École cantonale d’art de Lausanne) aggiornano in questa mostra la lezione di Jacques Tati con uno spirito ancora più lieve e moderno, senza essere comici” (Paolo Priolo, editore di Klat e Head of Brand Development Projects di Telecom Italia)

“Mi è piaciuto Hot & Cold di Fabrica con Sam Baron per l’azienda Daikin a Garage Milano in Porta Venezia. Semplice ed efficace sul tema ‘pianeta e riscaldamento’, e un’intuizione sul tempo che passa” (Gilles Massé, Responsabile Divisione Casa, Design, Office & Travel – Direzione Acquisti La Rinascente) 

“Quest’anno la palma di platino va a un progetto non ancora realizzato, ma urgente e visionario. Si chiama Bolle Bollate, curato, tra gli altri, da Valentina Ciuffi, e unisce in modo mirabile ed esatto il lavoro dei designer con le necessità drammatiche della convivenza carceraria forzata. Oggetti pensati dentro il carcere, con i carcerati, e pronti a fare il proprio viaggio di testimonianza nelle case di tutti coloro che vorranno comprarli, contribuendo alla causa di una qualità di vita decente nei penitenziari d’Italia” (Gianluigi Ricuperati, scrittore e Creative Director Domus Academy) 

“Per l’attività che faccio, durante la settimana del design sono praticamente sempre al lavoro. Ma visto che di solito è il design a venire da me, allora tra le cose da segnalare metto al primo posto l’atmosfera di quest’anno, ottimista e sorridente, finalmente anche da parte degli stranieri che negli ultimi anni si sono un po’ lamentati” (Maurizio Stocchetto, proprietario Bar Basso, Milano)