Cercare un lavoro, dimettersi da un impiego non gratificante e malpagato, mettersi in proprio. Sembrano quasi imprese impossibili. A Milano esiste uno sportello medico low cost che si occupa di questi problemi. Per la prima volta in Italia psicologi, specialisti e formatori offrono un sostegno per affrontare le difficoltà che si riscontrano ogni giorno in ufficio, ma anche consulenza e consigli per chi un lavoro ancora non ce l’ha. Il servizio è attivo solo da qualche mese, ma una tendenza è già evidente: “Il 65-70% delle persone che si rivolgono a noi sono donne“, racconta Deborah Levi responsabile del reparto Lavoro e benessere del Centro medico Santagostino di Milano.

“Cerchiamo di aiutare le persone con due tipi di percorsi – spiega la dottoressa Levi – Da un lato il supporto al benessere lavorativo, pensato per chi vive tutti i giorni problematiche relazionali con i colleghi o i superiori, chi affronta situazioni di stress o ansia, chi vuole sviluppare con maggior serenità e consapevolezza la propria carriera. Dall’altro un percorso di “employability”: un servizio specifico per disoccupati, precari, neolaureati che devono trovare un lavoro”.

Si rivolgono al centro medico persone tra i 25 e i 60 anni, molti impiegati e quadri, qualche imprenditore. Le donne sono in netta maggioranza. Lavoratrici che affrontano periodi di stress, donne che sono state licenziate e che devono trovare la forza di ricominciare, imprenditrici che temono (o affrontano) il fallimento economico. Tutte persone che vogliono però rimboccarsi le maniche e cambiare la situazione. “Le donne sembrano maggiormente facilitate a superare le fasi di transizione poiché normalmente più abituate a esternare verbalizzando i propri problemi, il proprio mondo emotivo e chiedere anche consiglio”, commenta la dottoressa.

Cosa chiedono le donne che si rivolgono al centro? “Vogliono superare l’ansia, trovare un modo per conciliare famiglia e lavoro, superare le fragilità e sentirsi appagate anche in campo professionale. Molte donne si rivolgono a noi perché hanno deciso di riscattarsi: ottenere ciò che meritano, migliorare il proprio stile di vita e la propria autostima“. E il riscatto si può ottenere. Deborah Levi ne è convinta. “Il problema più grande è un blocco culturale. Si pensa ancora che la “carriera perfetta” dovrebbe essere in continua crescita e senza ripensamenti. Capita così che le prime esperienze lavorative condizionino fortemente il percorso di una persona. Mentre ogni inversione di rotta, ogni nuova esperienza, ogni evasione dagli schemi rigidi di un “curriculum esemplare” offre opportunità e valore aggiunto“.