La nostra Costituzione, sovente definita la più bella del mondo (anche se il prodotto di tre dottrine), non è certo immutabile ed immodificabile. Ha però una clausola di garanzia che impedisce i colpi di mano ed invita a ponderare e a condividere ampiamente tale percorso di modifica. Clausola che appunto stanno tentando ossessivamente di scardinare con la fiamma ossidrica.

Chi tocca la Carta costituzionale deve essere legittimato a farlo. Possono dirsi legittimati questo Parlamento, questa maggioranza anomala frutto di un sistema elettorale definito illegittimo dalla Corte Costituzionale? Possono dirsi questi soggetti, con gruppi di potere e di affari, spesso sotto la lente della magistratura, mettere mano alla Costituzione e progettarne una che insieme all’Italicum è tale da disegnare una democrazia di plastica concentrata nelle mani di pochi (verso un semipresidenzialismo formale e non più solo sostanziale o alla “re Giorgio”, ove non verso un vero presidenzialismo e con il premio del 37% che consentirà di prendere l’intero banco, anche con l’ausilio di micro liste) e sottraendo la volontà agli elettori (senza voto di preferenza, così da restaurare una piena partitocrazia)?

È vero che della nostra carta è stato attuato ben poco, oramai ad oltre 65 anni di distanza (approvata dall’Assemblea Costituente il 22 dicembre 1947). Infatti l’elenco di principi fondamentali inattuati è imbarazzante: dall’art. 1 (“La sovranità appartiene al popolo”) all’art. 3 (“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge”), dall’art. 4 (“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro”) all’art. 11 (“L’Italia ripudia la guerra”). E via scrivendo.

Ma da qua a giustificare la necessità di mettervi mano con disinvoltura e pure con l’arroganza di pretendere di esservi legittimati ce ne corre. Mi viene in mente lo stesso aberrante meccanismo che legittima la Banca d’Italia (le cui quote sono detenute dalle banche vigilate) a dettare le regole in materia di diritto bancario. La terzietà, l’equilibrio, l’ampio e retto controllo son sotto gli occhi di tutti i consumatori! Ed anche le conseguenze.

In tal caso invece a pagare sarebbero tutti i cittadini. Indi la democrazia. Concentrarla nelle mani di pochi, soprattutto se già affaristi, sarebbe un vulnus irreparabile.

Ho un sogno ricorrente. Il mio bisnonno (Tristano Codignola, uno dei 75 padri costituenti, che ho l’imbarazzo di rappresentare, ancorché solo geneticamente) mi guarda severo, di notte e pare domandarmi: “che cosa state facendo per preservare l’Italia dai nemici della Costituzione, della libertà, della democrazia?” Ed io paio impotente dinanzi a questa domanda, perché dovremmo scendere nelle piazze e riprenderci la democrazia che ci stanno rubando. Rubando, non solo con manovre legislative gravi ma anche con fatti concreti. Con veri atti di stupro, spesso lenti e silenziosi. Ma costanti.

La Costituzione si stupra quando si fa calare dall’alto la “ghigliottina” espropriando il parlamento del diritto di discutere e di emendare (vero Boldrini?).

La Costituzione si stupra quando si crea disuguaglianza sociale facendo pagare ai giovani i gravi errori degli anziani (dalla spesa pubblica senza controllo alla corruzione endemica; dalla solfa dei diritti acquisiti che nulla sono se non privilegi acquisiti).

La Costituzione si stupra quando si vanno a nominare amministratori delegati di società pubbliche (che condizioneranno il futuro di questo Paese) senza procedere ad una selezione pubblica trasparente e fondata solo sui meriti.

La Costituzione si stupra quando si lascia volutamente putrefare la Giustizia e si insiste nel realizzare un Fisco indecifrabile e famelico.

La Costituzione si stupra quando si creano condoni, salvacondotti, sconti di pena, leggi ad personam.

La Costituzione si stupra quando i cittadini sono meri sudditi in balia della burocrazia e del sincopatico, schizofrenico e bipolare legislatore.

La Costituzione si stupra quando scende il mantra “ce lo chiede l’Europa” che null’altro è che un maquillage alla classe politica gerontocratica di corrotti e mediocri che ci ha tenuto in ostaggio per 20/30 anni. Col conto pagato da altri.

La Costituzione si stupra quando lo Stato è sempre più Stato, invasivo, oppressivo, leviatano e la libertà di tutti noi è sempre meno libera.

La Costituzione si stupra quando si continuano a realizzare grandi opere inutili ma molto utili ad alcuni, col meccanismo delle tangenti e degli appalti.

La Costituzione si stupra quando si spendono decine di miliardi in armi col popolo che stringe la cinghia, oramai agli ultimi buchi. Poi lasciandogli credere che avrà 80 euro in più.

La Costituzione è stuprata dinanzi ai nostri occhi e noi abbiamo il dovere morale di impedirlo.