“E’ sorprendente questa questa campagna di Renzi contro gli esponenti migliori della cultura di questo Paese. Io non la capisco: mi sembra sgarbata, e soprattutto sbagliata politicamente”. Così Pippo Civati, al termine della direzione nazionale del Pd, commenta le critiche che il premier e segretario del suo partito ha rivolto a Salvatore Settis, per 11 anni direttore della Scuola Normale di Pisa e firmatario dell’appello di Giustizia e Libertà’ contro la riforma del Senato proposta dal governo. A proposito delle critiche sulle riforme costituzionali, Renzi ha, infatti, ironizzato sui professori e ha preso di petto Settis, “professore di archeologia” accusandolo di essere a palazzo Chigi “senza passare dal voto”. Civati critica, quindi, Renzi e spiega: “Io non capisco perché quando si è al governo bisogna sempre cercare un nemico. Uno al governo dovrebbe fare delle riforme migliori anche con il contributo di chi non è d’accordo”. Stessa critica arriva anche da un altro esponente della minoranza Pd, Alfredo D’Attorre. “Settis – dice – ha il diritto di esprimere le sue opinioni. Io ne ho una diversa da Rodotà e Zagrebelsky, pur ritenendo sbagliate le polemiche verso di loro sul Senato. Piuttosto va cambiata la legge elettorale che ha un impianto troppo maggioritario, troppo teso alla concentrazione di poteri su un unico partito”  di Manolo Lanaro