Il Partito democratico schiera cinque donne alla guida delle liste per le prossime elezioni europee e in Puglia, immediata, scoppia la rivolta. I democratici del tacco ci hanno messo meno di un attimo a riunirsi per produrre un documento a sostegno del loro capolista in pectore Michele Emiliano. Il quasi ex sindaco di Bari, infatti, era ormai lanciatissimo nella sua campagna elettorale nel Sud e si dava praticamente per scontato che sarebbe stato lui il capolista. Il segretario nazionale Matteo Renzi, però, ha sparigliato le carte, piazzando a capo della cordata Pina Picierno e lasciando al collega pugliese solo il secondo posto.

Il diretto interessato affida ad un primo tweet un suo diplomatico commento: “Le 5 donne capolista del Pd alle elezioni europee sono un segno dell’importanza che diamo al Parlamento Europeo e alle istituzioni dell’UE. E’ una buona notizia. L’ho fatto anche io con la Lista civica Emiliano nel 2004!”. Non altrettanto diplomatica è la reazione della sua squadra al gran completo. Nel giro di pochi minuti, da Bari, è partita la richiesta ufficiale al leader pugliese di ritirarsi dalla competizione per Bruxelles e di concentrarsi sulle elezioni regionali del 2015. “Il partito democratico di Puglia – si legge nel documento approvato dalla segreteria regionale – riteneva quasi scontata una presenza di Emiliano nel governo. Si preferì, invece, chiedergli da parte della segreteria nazionale di guidare la lista nella macroregione del Sud alle elezioni del Parlamento europeo, riconoscendo la sua naturale leadership in tutto il Mezzogiorno. Ancora una volta Michele Emiliano diede la sua disponibilità per il bene del partito e delle regioni meridionali! Oggi apprendiamo con sconcerto e stupore che la Direzione nazionale decide di individuare, come capilista alle elezioni europee, candidature tutte femminili! Dinanzi a tale decisione, chiediamo con determinazione a Michele Emiliano di ritirare la sua disponibilità a candidarsi e di concentrare sin da ora tutte le sue risorse, insieme a un partito che si sta rilanciando con forza ed entusiasmo, verso le elezioni regionali del prossimo marzo”.

“Emiliano – incalza il presidente del gruppo Pd in Consiglio regionale Pino Romano – si dedichi anima e cuore alla Puglia, dove c’è bisogno di portare avanti la costruzione del progetto del centrosinistra per il futuro della nostra regione. Sarà senz’altro un privilegio averlo ancora a lavorare qui con noi”. I democratici pugliesi precisano che il sostegno al partito il 25 maggio non mancherà, ma questo non modifica il giudizio su quanto deciso dalla direzione nazionale. Far guidare le liste alle donne, ritengono, sia una scelta più mortificante che degna di lode. Danno, infatti, l’impressione di essere più uno “specchietto per le allodole” che decisioni calibrate su candidati radicati nei territori e capaci di raggranellare consensi. L’invito è così forte che Michele Emiliano non lo lascia cadere nel vuoto tanto da decidere di congelare la sua candidatura. “Accolgo il vostro documento – replica in serata il segretario regionale – come un invito a discutere al più presto se accettare o meno la candidatura alle europee alla luce delle mutate esigenze del partito”. Non lasciando, però, da parte la sua diplomazia invita alla calma per “trovare insieme al segretario nazionale la migliore soluzione per il Pd, per il Sud, per l’Italia”.