Autoproclamatosi il “Robin Hood del Liechtenstein” in guerra contro “la mafia della finanza”, un ex manager in rovina è sospettato di aver freddato l’amministratore delegato della banca provata Frick, nel principato del Liechtenstein, e di essersi poi verosimilmente suicidato.

Gli effetti personali e il passaporto del presunto omicida sono stati trovati, al confine tra il principato, l’Austria e la Svizzera, insieme a una lettera d’addio in cui confessa i fatti. Il corpo dell’uomo non è però stato ancora trovato e le ricerche della polizia continuano. L’allarme era scattato quando un impiegato ha trovato il corpo di uomo di 48 anni ucciso a colpi di arma da fuoco nel parcheggio sotterraneo della banca Frick, a Balzers.

Secondo quanto riferito dai media locali, l’aggressore sarebbe Juergen Hermann, un ex manager di fondi e cliente della banca privata Frick. La vittima invece è l’amministratore delegato dell’istituto, Juergen Frick. Il presunto autore dell’omicidio – scrive l’agenzia di stampa svizzera Ats – è stato identificato grazie alle immagini delle telecamere di sorveglianza. Sulla sua pagina internet, l’uomo si definisce il “Robin Hood del Liechtenstein” e afferma di combattere “la mafia della finanza“. In giornata, la sua pagina è stata aggiornata con la scritta “catch me if you can, dead or alive, reward 200’000’000 CHF” (prendimi se puoi, vivo o morto, ricompensa 200 milioni di franchi). In passato Hermann aveva presentato numerose denunce contro il Liechtenstein e la somma della ricompensa citata nel messaggio corrisponde ai risarcimenti richiesti.

Una querela, secondo l’Ats, era stata inoltrata anche contro la banca Frick e il suo consiglio di amministrazione e 43 milioni di franchi di indennizzi erano stati reclamati. Il banchiere ucciso era fratello dell’ex presidente del governo del Liechtenstein Mario Frick. In serata, l’ipotesi più probabile era che Hermann si sia tolto la vita gettandosi nel fiume. L’automobile usata dall’uomo di 58 anni, una Smart di colore bianco e grigio, è stata ritrovata cinque ore dopo il delitto a Ruggel (nei pressi della frontiera con la Svizzera e l’Austria) e gli effetti personali, gli abiti e la patente sugli argini del Reno. Secondo la testimonianza di una persona citata dal sito del giornale “20 minutes”, l’ad della banca era stato minacciato da Hermann già due anni fa.