E’ morto a 93 anni l’attore statunitense Mickey Rooney. Bambino prodigio, comparve in cortometraggi e commedie mute, per passare poi ai musical con Judy Garland. Dopo l’esordio a soli 2 anni in spettacoli di vaudeville con il padre, Rooney debuttò sul grande schermo nel 1926. Con una carriera di 91 anni ha battuto il record detenuto prima dall’attrice americana Lillian Gish. Noto per la sua intensa vita privata, Rooney è stato sposato ben otto volte a ha nove figli.

Nel 1943 fa da padrino a un’attrice che diventerà leggendaria, Elizabeth Taylor, in “Gran Premio”. Finita la guerra, la sua carriera cinematografica prosegue con altri film di successo, tra i quali il musical “Parole e musica” (1948). Ancora, negli anni Sessanta, lo troviamo in “Colazione da Tiffany” (1961) e nella commedia di Spencer Tracy “Questo pazzo pazzo pazzo pazzo mondo” (1963). Negli anni ottanta, nella fase del boom delle serie tv, Rooney compare come guest-star in “Love Boat” (1983), “La signora in giallo” (1993), in “Le avventure di Black Stallion” (1990-1993). Una gusto quello delle serie che non perse mai, arrivando nel 1995 persino a doppiare se stesso nei “Simpson”. Negli anni Novanta poi continua a lavorare al cinema, in televisione e in teatro: lo troviamo con Ann Miller a Broadway nel “Mago di Oz“.

Instancabile, dopo un intervento al cuore nel 2000, lavora nel film disneyano “Il fantasma del megaplex”. Nel 2003 è in “Paradise” e nel 2006 interpreta il perfido guardiano notturno nel film “Una notte al museo“, mentre nel 2007 è in “Bamboo Shark”.

È stato nominato quattro volte all’Oscar e ha ricevuto il premio due volte: nel 1938 e nel 1983.