Daniele Bosio, il diplomatico italiano arrestato a Manila mentre era in compagnia di tre ragazzini di 9, 10 e 12 anni (leggi) “aveva offerto loro del denaro”. Lo ha raccontato all’Adnkronos Catherine Scerri, una delle due attiviste del gruppo Bahay Tuluyan che l’hanno denunciato. Sono stati gli stessi bambini trovati con Bosio in un resort a Laguna, una località turistica della città, continua Scerri, a raccontare a lei e alla collega Lily Flordelis di “essere stati portati nel suo appartamento, dove “aveva fatto la doccia insieme a loro” e che “erano nudi“. 

Daniele Bosio, 46 anni, originario di Taranto, in carica dal 2 dicembre come primo ambasciatore italiano in Turkmenistanstava trascorrendo alcuni giorni di vacanza nelle FilippineLa Farnesina si è attivata per chiarire le circostanze dell’arresto, assicurando “massima trasparenza e rigore” sul caso. Il ministero degli Esteri oggi ha sospeso il diplomatico dal servizio, come previsto dalla legge. 

Quando è stato fermato dalla polizia, Bosio era con i tre ragazzini nel parco acquatico di Binyan. Raggiunto telefonicamente dai giornalisti de Il Corriere della Sera, il diplomatico si è difeso: “Non sono un pedofilo, – ha detto – quelle contro di me sono accuse infondate”. Agli investigatori ha dichiarato, informa la polizia, che si trattava di “bambini di strada che lui aveva portato con sé da Manila” e che i loro genitori erano stati informati del viaggio. 

L’accusa formulata dalla polizia filippina per l’ambasciatore è di traffico di minori”. Un reato che comporta, secondo il codice penale filippino, una pena fino a 20 anni di reclusione e una multa di almeno un milione di pesos (circa 16.200 euro). A riportarlo è il quotidiano The Inquirer. Ora sarà il procuratore a dover decidere se presentare un capo di imputazione formale. La denuncia è scatta sulla base della legge sulla tutela dei minori varata nelle Filippine nel 1992, secondo cui ogni adulto che sia visto in pubblico con un bambino, con cui non ha relazioni, e con il quale abbia una differenza di età di almeno 10 anni, deve essere denunciato alla polizia. 

La Farnesina si è attivata per chiarire le circostanze dell’arresto, assicurando “massima trasparenza e rigore” sul caso. Il direttore regionale della polizia Jesus Gatchalian riferisce che l’ambasciatore italiano nelle Filippine, Massimo Roscigno, si è recato nel carcere di Binyan, a 40 km a sud di Manila, per garantire che Bosio riceva l’assistenza legale.