In piazza nonostante la pioggia, per chiedere una “Taranto libera” dai veleni, dalla malapolitica e dai decreti che consentono alle fabbriche di continuare a inquinare liberamente. Nel nuovo corteo, organizzato dalla testata online cosmopolismedia.it partito dal comune di Statte e giunto fino al punto in cui si incontrano i cancelli della fabbrica e quelli di una discarica, c’erano ambientalisti, famiglie, associazioni, scout e gruppi provenienti da altre città d’Italia per manifestare il proprio sostegno a chi non vuole più scegliere tra salute e lavoro. “La vita prima di tutto” ha detto il vescovo di Taranto, monsignor Filippo Santoro, in un convegno poche ore prima della marcia. Un messaggio che segna la discontinuità con l’atteggiamento che la chiesa ionica ha avuto in passato con le emissioni della fabbrica. Da qui, secondo Alessandro Marescotti, può cominciare un percorso condiviso, nel pieno rispetto “della pluralità dei propri punti di vista”  di Luigi Piepoli