La Fondazione Stamina creata da Davide Vannoni “è alla canna del gas”: così il suo vice, Marino Andolina descrive i conti dell’ente al fattoquotidiano.it, sostenendo che Vannoni (rinviato a giudizio per tentata truffa alla regione Piemonte) abbia “speso tutto il suo patrimonio per le cure e sia attualmente in rosso anche in banca”. Questo nonostante alcune famiglie gli avessero versato soldi per sostenere le sperimentazioni: somme di denaro tra i 20 e i 50mila euro a paziente su cui sta indagando la magistratura torinese, dopo le denunce di alcuni di loro. In realtà con il passaggio del trattamento Stamina dalla clinica privata di San Marino all’ospedale pubblico di Brescia, sarà la Regione Lombardia a rimborsare gli Spedali Civili per i costi sostenuti finora per i 34 pazienti in cura nella struttura lombarda. Sulle prestazioni già erogate all’ospedale di Brescia sta indagando anche la Corte dei Conti. Finora sono stati effettuati una cinquantina di carotaggi e circa 170 infusioni (in particolare per i carotaggi il rimborso regionale previsto per ciascuna prestazione è di 1.785 euro, mentre per le infusioni di Stamina “non esiste un apposito Drg”, ma secondo le prime stime si tratterebbe di poco più di mille euro a infusione). Andolina, pediatra immunologo, ma anche consigliere comunale a Trieste per la “Federazione della Sinistra“, dichiara: “Ho visto la luce con Vannoni”. E rivendica il suo essere “comunista“. Poi, davanti all’ipotesi della cooperativa di genitori dei pazienti in lista d’attesa che vorrebbe spostarsi a Capo Verde, non ha dubbi: “Fanno bene ad andare”. E sul contenuto delle infusioni invita a guardare quanto dichiarato nella domanda di brevetto (Patent) presentata da Davide Vannoni e respinta dall’ufficio statunitense di Francesca Martelli