“Noi usiamo troppo poco il nostro cervello e, quando lo facciamo, è solo per scusarci per i nostri riflessi e i nostri istinti”, sosteneva lo scienziato americano Martin Henry Fisher

Chi sa come usare il cervello? Pochi. Corro, dunque, a vedere la mostra Brain. Il Cervello: istruzioni per l’uso allestita al Museo di Storia Naturale di Milano. Sbarcata direttamente dall’American Museum of Natural History di New York, unica tappa in Italia, poi si fa itinerante per il resto d’Europa.

Un viaggio nel magico puzzle della nostra testa per capirne le immense potenzialità e capacità. Dopo essermi imbattuta in un cervello umano in bacheca percorro l’installazione di Daniel Canogar che simula l’attività dei neuroni con un sistema luminoso. Perle di luce si rincorrono ad alta velocità lungo migliaia di percorsi. Così si muovono gli impulsi elettrochimici all’interno del nostro cervello. Il cervello può contenere 100 miliardi di neuroni. I segnali da un neurone all’altro viaggiano alla velocità di 400 kilometri all’ora…

Passo da un impianto di stimolazione cerebrale a un exhibit interattivo di costruzione di un cervello, che mette a confronto parti di quello umano con quello di mammiferi e primati.

Entro poi in un “cervello” camminando all’interno di una stanza rivestita di tessuto illuminato che rappresenta le pieghe della corteccia (gli strati esterni del cervello), le quali consentono alle persone di pensare, pianificare e immaginare.

Mi sento un po’ Forrest Gump  quando esamino lo sviluppo del cervello nel corso della vita e la sua incredibile capacità di riorganizzarsi. Straordinaria l’ evoluzione  neuronale nel feto umano: nei primi cinque mesi i neuroni si formano a una velocità media di mezzo milione al minuto.

L’ultima sezione è dedicata al cervello del futuro. Ossia come vengono effettuati impianti che permettono ai sordi di sentire e ai ciechi di vedere. Sono in fase di sviluppo  interfacce cervello-computer per aiutare le persone affette da paralisi a comandare dispositivi a controllo computerizzato che consentano di  riacquistare le funzioni motorie lese. 

 Alla fine ci si rilassa su sedute biomorfe della lounge del cervello per assistere a proiezioni fluttanti di immagini di risonanza magnetica. Da studi effettuati pare che il cervello si modifichi costantemente in relazione agli input ricevuti e che quindi anche il cervello adulto sia plastico e possa creare nuove reti neuronali… Intanto uno studio del British Medical Journal informa che il declino del cervello e memoria comincia, ahinoi, già a 45 anni. Ecco qualche consiglio per il buon mantenimento: 

1) Fare attività fisica.
2) Allontanare la frustrazione. Non riuscire nelle cose rattrista e abbatte l’umore.
3) L’attività intellettiva (andare a vedere una mostra, leggere un libro, imparare una lingua, viaggiare…) ha effetti immediati sull’ipotalamo producendo ormoni che aiutano l’organismo a mantenersi giovani. Anche fare meditazione aiuta.  In pratica più usi il cervello più lui è efficiente.
4) Perfino mangiare frutta e legumi contrasta l’invecchiamento. 

Alla fine i neuroimmunologi  ci tranquillizzano: “Abbiamo più cervello di quanto ce ne serve, possiamo permetterci di perdere qualche cellula”.

E consolatorio è il docet di Fisher: “La gioventù dissipa; la mezza età conserva; la vecchiaia preserva.” 

Unica nota dolente il prezzo poco popolare: dieci euro a capoccia, i bambini  8,50. Eppure leggo che è prodotta  dal Comune di Milano e dall’assessorato alla Cultura. Lo sa, caro sindaco, che una mostra  può interessare anche a chi guadagna 800 euro al mese?

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