Durante la trasmissione di Servizio Pubblico, andata in onda ieri (giovedì 3 aprile), la Picierno non risponde a questa precisa domanda: “Perchè avete diminuito le pene del 416-ter?”. Tira in ballo il Procuratore Antimafia Roberti e questo ci dovrebbe bastare. Forse basterà ai suoi 16.600 follower su Twitter, sicuramente non al resto d’Italia – giusto qualche milione di italiani. 

Ieri l’Aula della Camera ha approvato, in terza lettura, la proposta di legge sul 416-ter, ossia sul voto di scambio politico-mafioso. Tra i vari annacquamenti, uno ha colto la mia attenzione e il mio sdegno. Con questo voto il carcere, per il reato punito dall’articolo 416-ter del codice penale, diventa minimo 4 anni massimo 10 anni, mentre nel testo uscito dal Senato la pena prevista era minimo 7, massimo 12 (con i voti favorevoli di PD e Movimento 5 Stelle). In Senato i rappresentanti del Pd avevano speso fiumi di parole sull’importanza della norma e ovviamente – qualche giorno dopo – hanno dimostrato ancora una volta la loro coerenza. Ogni tanto dire di NO alle porcate che chiedono i rappresentanti di Forza Italia non sarebbe una cattiva idea. Solo il Movimento 5 Stelle ha avuto questo ardire.  

Quanto avvenuto ieri alla Camera è un fatto politico gravissimo: Pd-FI vogliono combattere la mafia diminuendo le pene. Con un minimo così basso, in mancanza di ulteriori reati, le probabilità che il politico colluso con la mafia vada in carcere sono estremamente basse. Addio efficacia deterrente del reato.  

Bel segnale, bel cambiamento per uno dei reati più gravi della nostra epoca, per ciò che ha permesso di avere in Parlamento politici legati alla mafia.  

La Picierno, esperta di comunicazione, forse non ha capito che gli italiani si sono stancati degli inciuci sottobanco, che vogliamo segnali dalla politica che vadano oltre le parole. Ieri c’era una grande occasione e ovviamente Pd-FI se la sono giocata tra di loro, a danno dei cittadini.