Intesa Sanpaolo tenta di smarcarsi dalla partita Telecom. E, dopo aver ceduto la maggioranza di Telco nelle mani di Telefonica, si disfa anche di parte dei crediti vantati nei confronti della holding di controllo di Telecom Italia. Ma con la cessione passa anche il pegno sulle azioni della compagnia telefonica guidata da Marco PatuanoCon questa mossa l’istituto presieduto da Giovanni Bazoli alleggerisce la sua posizione su Telecom e sulla stessa Telco prima dell’assemblea del 16 aprile, quando i soci dovranno votare per il rinnovo del consiglio di amministrazione del gruppo. Una partita fondamentale nel risiko delle nomine pubbliche per via della candidatura nella lista di maggioranza di Giuseppe Recchi, attuale presidente dell’Eni. Ma, soprattutto, la banca guidata da Carlo Messina fa un passo in avanti nel percorso di uscita da un affare che ha una grossa valenza politica e che anche per questa ragione rappresenta una spina nel fianco. Del resto, in casa Intesa i dossier delicati non mancano: da quello della Sorgenia della famiglia De Benedetti, dove potrebbe essere necessaria la conversione di parte del debito in azioni, a quello dell’Alitalia, dove la banca ha lo scomodo ruolo di finanziatore e socio. Proprio come nel caso Telecom.

Tornando ai dettagli dell’operazione sui crediti, l’annuncio a pagamento diffuso dalla banca recita che “con effetto dal 31 marzo 2014 Intesa, in qualità di istituto finanziatore, ha ceduto a Société Générale (SG) parte della propria partecipazione nel contratto di finanziamento in pool sottoscritto in data 4 ottobre 2013 tra Telco e gli istituti finanziatori. SG ha pertanto assunto la qualità di istituto finanziatore e di creditore pignoratizio” su azioni Telecom Italia nell’ipotesi di inadempienza di Telco che a giugno dovrebbe sciogliersi. L’ammontare dell’operazione non è specificato, ma riguarda un finanziamento superiore al miliardo negoziato lo scorso novembre con un pegno sul 14,2% di azioni Telecom detenute da Telco. Si tratta di una quota consistente, pari a più della metà dell’intero pacchetto di controllo della società (22,4%) nelle mani della holding. Sulla base degli accordi di novembre, il pegno era stato costituito “a favore degli Istituti Finanziatori che, alla data dell’ultimo rinnovo, sono Intesa Sanpaolo, Mediobanca e, in qualità di banca agente, Banca IMI spa”, si legge nell’ultimo patto fra i soci di Telco, che riunisce la spagnola Telefonica, Intesa, Mediobanca e Generali.