Lo confesso: sono colpevole. Per nulla pentito, tra l’altro. Il reato, gravissimo agli occhi di molti, è quello di aver dormito (anzi, russato) guardando Nymphomaniac Vol. 1 di Lars von Trier al cinema.

Non credo di aver mai visto nulla di più noioso, lento, insulso e gratuitamente volgare in vita mia. Una sequenza interminabile di peni, vagine, cunnilingus, fellatio e sesso anale, presentati allo spettatore con il consueto talento di von Trier ma cinematograficamente e artisticamente oltraggiosi.

Non si tratta di scandalizzarsi, chiariamolo subito. Il problema non è il troppo sesso (anche se è troppo davvero) o le immagini troppo esplicite. Più semplicemente, si capisce lontano un miglio che l’intenzione del regista danese era una e una sola: provocare, far parlare di sé e soprattutto far incazzare qualcuno. Non si spiega altrimenti la scelta narrativamente incomprensibile di indugiare su penetrazioni o fellatio che nulla aggiungono alla cifra artistica del film. Anzi, lo banalizzano in modo imbarazzante, trasformando un soggetto interessante in un porno solo un po’ più chic del consueto.

Non è un caso, infatti, che l’unica parte degna di nota è quella che vede protagonista Uma Thurman, bellissima e bravissima nel ruolo di una moglie nevrotica e instabile alle prese con un tradimento che non riesce a sopportare. Niente sesso, grande prova d’attrice.

Il resto è noioso, lento, paraculo e a tratti un po’ squallido. C’è così tanto sesso, che sparisce anche la minima traccia di eccitazione erotica che il film avrebbe potuto dare allo spettatore, se solo von Trier non avesse deciso di esagerare. Ecco, allora, che il paradosso di addormentarsi (e russare rumorosamente) mentre Stacy Martin colleziona scopate come se non ci fosse un domani, è la prova che anche in Nymphomaniac, come in tutti i porno, c’è troppa trama.

Il trailer