Si può dire di tutto oramai su Nymphomaniac, da diversi mesi a questa parte quantomeno non si può che prendere spunto, per gli addetti al settore, dalla campagna di marketing che è stata mossa per promuovere il film. Partendo dalle locandine “orgasmiche” rilanciate in tutto il mondo, passando per le diverse clip hard con le immagini di sesso, prima fra tutte quella di Charlotte Gainsbourg protagonista di un ménage a trois, che sono diventate oggetto di dibattito in rete, battendo ogni record di condivisione.

Per quanto mi riguarda un favore a Lars glielo devo, è grazie a lui se la news più letta di sempre sul mio sito è quella del primo trailer non censurato di Nymphomaniac, che campeggia da settimane in top tra i pezzi più cliccati, con cifre (per noi) da capogiro, difficili da eguagliare. Ma d’altronde si sa, in rete il porno tira più di qualsiasi altra cosa.

Poi c’è stato il Festival di Berlino, dove in pochi fortunati sono riusciti a vedere in anteprima il film e dove Von Trier ha optato per un rumoroso silenzio stampa, lasciando la parola al suo pupillo, Shia LaBeouf. L’attore statunitense si è prodigato in una plateale messa in scena durante la conferenza, limitandosi a una laconica citazione di Eric Cantona: “Quando i gabbiani seguono il peschereccio, è perché pensano che le sardine saranno gettate in mare”, pronunciata dall’ex calciatore nel ’95 non appena appresa la notizia che avrebbe scontato due settimane di carcere per aver colpito uno spettatore allo stadio. E come dargli torto?

Una sceneggiatura nella sceneggiatura insomma, scritta a tavolino secondo le regole del “purché se ne parli” come insegnava Oscar Wilde, ma dietro tutto questo clamore cosa rimane? Sì, perché mentre tutti continuano a parlarne e le case di distribuzione a martellare con la promozione, la prima parte di Nymphomaniac è arrivata in sala e il sesso c’è, senza dubbio, ma meno di quanto si potrebbe immaginare, almeno nella versione censurata e approvata dall’autore, la stessa che vedremo anche in Italia.

E sbagliano, a mio avviso, quelli che gridano al film porno. Di pornografico questi due capitoli hanno ben poco, gli affezionati del genere dovranno aspettare la versione uncut di 5 ore che verrà distribuita a maggio, per ritenersi (forse) soddisfatti.

Il regista danese dopo Antichrist e Melancholia, è tornato ad affrontare l’essere umano con la solita violenza alla quale ci ha abituati, lasciando spazio in questo caso a un’insospettabile vena ironica. Il rischio è persino quello di affezionarsi ai “pessimi esseri umani” rappresentati, specialmente a Joe, una Charlotte Gainsbourg che in tutto il primo volume rimane in abiti più che casti, essendo le scene di nudo riservate alla sua controparte più giovane, interpretata dall’attrice inglese Stacy Martin.

Il sesso, neanche a dirlo, è una metafora, diventa lo strumento con cui scandagliare la solitudine e la frustrazione dei personaggi. “Per me la ninfomania era insensibilità” come recita la protagonista, un qualcosa nato per gioco fin da bambina che ha messo radici profonde fino ad arrivare a essere imprescindibile valvola di sfogo per la perdita di una persona cara. 

L’ingrediente segreto diventa l’amore, quella chiave di lettura con cui raggiungere un livello superiore, con cui guarire ammalandosi irrimediabilmente. E Von Trier in fondo ci dice questo e a prescindere da qualsiasi, più o meno discutibile, strategia alla quale si sia prestato per promuovere il suo film, lui ci parla d’amore, di quel sentimento a tratti malato che lui stesso prova da sempre per il cinema.

Il trailer