Gabriele Ranfagni, 38 anni, di Firenze, fa l’animatore 3D per serie tv. Dallo scorso novembre vive a Reykjavík, la capitale dell’Islanda. Ma la prima volta che ha lasciato l’Italia è stata nel 2000: “Mi fecero una buona offerta di lavoro nel Lussemburgo e così partii – racconta -. Scaduto il contratto di due anni rientrai in Italia e andai a lavorare prima a Recati, poi a Roma, Bologna e Milano. Il mercato dell’animazione da noi non funziona bene, capita che inizi a lavorare per un progetto e alla fine non va in porto perché mancano i fondi”. Quindi Gabriele fa i bagagli un’altra volta e se ne va in Scozia, Francia e Spagna. Oggi fa un conto: “In 14 anni ho cambiato 30 case”. Sempre in giro per coltivare la sua grande passione: l’animazione per cartoni animati. “In questo settore si lavora soprattutto per contratti a progetto di al massimo un paio di anni: ma in Islanda, a differenza dell’Italia, investono solo se sono sicuri di avere disponibilità economica”.

A Reykjavík Gabriele è stato assunto “in uno degli studi di animazione più importanti d’Europa”. E aggiunge: “Gli islandesi sono forti soprattutto nella creazione di effetti speciali: per esempio, sono stati loro a fare quelli di Harry Potter e Le cronache di Narnia”. Per quanto ne sa lui, un dipendente di un’azienda non è mai assunto in nero. Anche il pagamento delle tasse non ammette alibi: “L’ufficio mi ha assegnato due contabili che ogni mese mi seguono per il versamento del fisco: il mio stipendio, di quasi 7 mila euro, è lordo e da questo devo detrarre le imposte”. Il netto al mese che gli rimane è di circa 3.100 euro. “Ti rendono il 20 per cento dell’iva sull’acquisto di strumenti di lavoro: nel mio caso, schermo del computer e dvd”. Gabriele inoltre precisa che “quando devi spedire soldi all’estero devi dimostrare la causale: io ho versato 300 euro sul mio conto bancario italiano per pagare l’affitto del mio ex appartamento e ho dovuto esibire il contratto di locazione”.

Il costo della vita è piuttosto alto, ma con il suo stipendio se la cava bene. “Ho un contratto di affitto per un appartamento di 120 metri quadri situato nella via centrale che condivido con un’altra ragazza: costa 1400 euro al mese, cioè 700 euro a testa, incluse bollette, connessione internet e pay tv”. Scontrino alla mano, cita qualche prezzo (che converte dalle corone in euro): “3,80 euro per 200 grammi di salmone, 2,70 euro per la stessa quantità di pesce gatto, 8 euro per un pacchetto di Marlboro light da 20, 2,90 euro per un chilo di zucchine e 90 centesimi per due etti di un formaggio prodotto qui”.

Con i locali non ha fatto fatica a integrarsi. “L’altra sera al ristorante un cameriere mi ha fatto lo sconto perché ero straniero; la settimana scorsa mentre camminavo verso casa un’auto si è fermata e l’autista mi ha chiesto se volevo un passaggio visto che era sera e faceva freddo; un altro mi ha accompagnato al negozio dopo avergli chiesto indicazioni per raggiungerlo. Qualche mese fa ho perso portafoglio e carta di credito appena uscito dal supermercato e una persona li ha ritrovati per terra e consegnati al negozio. Anche quando sono arrivato in aeroporto un ragazzo del posto mi ha offerto un passaggio verso il centro”. Cosa pensano gli islandesi degli italiani? “Sono benvisti. Adorano la nostra storia, l’arte e la cucina. Secondo loro siamo ‘bravi, buoni e affidabili’. Negli altri Paesi di solito ci associano a Berlusconi, la mafia e la pizza”. In Italia non pensa di ritornarci. “Magari potessi rimanere in Islanda. È vero, in una giornata cambi cinque climi: dai 12 gradi del mattino, alla bufera di neve nel pomeriggio alla grandine di notte. Le aurore boreali però sono fantastiche”.