“In questo periodo, giustappunto prima delle elezioni, so di dossier in preparazione su di me, sulla mia famiglia e sulla mia società, come già accadde l’anno scorso”. Gianroberto Casaleggio scrive di suo pugno un post sul blog di Beppe Grillo. “Voglio anticiparli – dice – nelle prossime settimane rilascerò alcune interviste a giornalisti indipendenti (sì, esistono anche se sono una percentuale infinitesimale) e non risponderò a nessuna domanda pubblica tesa a screditarmi. Invito i professionisti del fango a non perdere il loro tempo e di non farlo perdere a me con delle querele. Alla Camera di commercio di Milano sono acquisibili i bilanci pubblici della mia società”, conclude.

Il cofondatore del Movimento 5 Stelle negli ultimi mesi ha aumentato le uscite pubbliche, anche se sono molte poche le interviste che ha rilasciato alla stampa. Periodicamente fa visita ai parlamentari a Roma, dove segue l’organizzazione interna dei gruppi di deputati e senatori. Anche in quelle occasioni sono poche le battute ai giornalisti. Oggi la decisione di far sentire la sua voce, anche se solo in forma scritta. A fine settembre l’idea di scrivere un libro “Insultatemi pure”, dove Gianroberto Casaleggio ha risposto a tutte le critiche che ha ricevuto negli ultimi tempi, dalla “A” di aristocratico alla “V” di ventriloquo. Un instant book pubblicato online, ma anche l’unica vera esposizione in prima persona del manager e cofondatore del Movimento. 

Il clima in casa 5 Stelle si fa sempre più caldo in vista delle elezioni Europee. Scelti i primi venti candidati per Bruxelles dopo il primo turno della consultazione online, nelle prossime ore gli iscritti al Movimento dovranno esprimersi per il secondo turno. E a preoccupare sono le tante critiche e perplessità delle ultime ore arrivate da detrattori, ma anche da attivisti della prima ora. Nelle liste per la corsa al parlamento europeo sono entrati volti sconosciuti, militanti del Movimento esclusi dalle scorse tornate di consultazioni (politiche o regionali) e naturalmente i fedelissimi del gruppo. La difesa è arrivata sul blog: “Meglio 33 voti che nominati”. Il riferimento è a Manuel Voulaz, eletto capolista in Valle d’Aosta con appena trentatré voti. Un risultato stigmatizzato da molti, ma che il leader ha subito appoggiato: “Meglio così piuttosto che la scelta nelle segrete stanze. Sono sconosciuti è vero, ma almeno non sono conosciuti dalle procure del mondo”.